Opinione della Settimana

Buste arancioni Inps, la pensione futura da contributi e Pil

Busta arancione (2) Imc

(di Davide Colombo e Matteo Prioschi – Quotidiano del Lavoro)

Con i primi recapiti delle “buste arancioni”, previsti in questi giorni, entra nel vivo la maxi-operazione di informazione istituzionale sulla previdenza lanciata dall’Inps in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale per raggiungere la vasta platea di lavoratori che non ha mai consultato il sito dell’Istituto e visto il proprio conto contributivo. Le lettere in arrivo sono 150mila, numero che crescerà velocemente nelle prossime settimane dato che entro l’anno si prevede di raggiungere sette milioni di contribuenti. Il costo dell’iniziativa è di 3,5 milioni di euro nel biennio, di cui 2,5 garantiti da Agid che, con l’occasione, invita i destinatari della busta ad attivare lo Spid per l’accesso digitale semplificato ai servizi della Pa.

In attesa di regole meno rigide

L’iniziativa dell’Inps, che parte dopo anni di sterili discussioni sul tema, s’incrocia con il dibattito sugli interventi di riforma delle pensioni annunciato dal Governo per garantire una maggiore flessibilità in uscita. Un confronto dai toni accesi e con l’intero fronte sindacale che incalza l’esecutivo per l’apertura di un tavolo di confronto. Ieri, per spegnere definitivamente un fuoco polemico, il ministero del Lavoro ha presentato un emendamento per cancellare dal testo del disegno di legge sul contrasto alla povertà il riferimento al riordino di prestazioni di natura previdenziale, tra cui le pensioni di reversibilità. Una mossa che arriva dopo settimane di polemiche e alla vigilia del voto parlamentare sul Documento di economia e finanza, con le attese risoluzioni di maggioranza che quasi sicuramente richiameranno il tema della riforma previdenziale.

L’iniziativa

Tornando all’operazione “busta arancione”, ieri criticata con toni diversi dai segretari della Uil, Carmelo Barbagallo e della Cisl Anna Maria Furlan, va ricordato che è prevista anche una comunicazione ai dipendenti pubblici tramite il cedolino della busta paga. Avverrà nei prossimi mesi sulla base di intese in corso tra l’Inps e le amministrazioni, che dovranno anche fornire i dati ricostruiti delle carriere contributive dei loro dipendenti.

La busta arancione, in sostanza, è dunque un invito a utilizzare il più evoluto sistema di calcolo online disponibile sul sito dell’Inps, e in questa prima fase sarà recapitata agli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, ex Inpdai), alla gestione separata, al fondo ferrovieri e altri fondi speciali.

Le caratteristiche

Il calcolo della pensione è effettuato sulla base dei contributi versati finora e su una proiezione futura presupponendo che non cambino i requisiti minimi per l’accesso al trattamento. Peraltro, nella lettera cartacea la simulazione riguarda solo l’assegno di vecchiaia, mentre online si può ottenere anche quello relativo alla pensione anticipata.

Nella busta si trova quindi la data prevista di pensionamento, l’ultima retribuzione o reddito percepiti, il valore del primo assegno previdenziale e il tasso di sostituzione (rapporto tra i due valori precedenti) al lordo e al netto di tasse e contributi. Gli importi sono calcolati a valori 2016, in modo da consentire un raffronto diretto con la situazione attuale.

Limiti

La validità della simulazione risente dei parametri utilizzati, sia a livello macroeconomico, sia per quelli riguardanti la vita del lavoratore. Sul primo fronte si è ipotizzata una variazione annuale del prodotto interno lordo (a cui è agganciata la rivalutazione del montante contributivo) dell’1,5 per cento. Stesso valore è stato utilizzato per calcolare le retribuzione e quindi i contributi futuri, senza peraltro tener conto di eventuali periodi di inattività. Quanto ai requisiti anagrafici e contributivi per accedere alla pensione, sono stati adottati quelli previsti dalle norme in vigore oggi. Tuttavia, nei prossimi anni si potrebbero determinare per il Pil ritmi di crescita inferiori, mentre l’andamento della carriera lavorativa del singolo è tutto da verificare. A questo riguardo il simulatore disponibile sul sito dell’Inps consente di modificare questi parametri, in modo da ottenere stime più o meno ottimistiche.

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