Opinione della Settimana

Unipol vicina al 2% di Banco e Bper

Carlo Cimbri (4) Imc

(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

Cimbri: sfruttate le basse quotazioni vogliamo preservare gli accordi di bancassicurazione. Il timone di UnipolSai a Laterza. A breve il nuovo piano: tutte le risorse sul business assicurativo e attenzione alla soddisfazione dei soci

L’assemblea di bilancio di UnipolSai tenuta ieri a Bologna ha chiuso definitivamente la complessa fase di trasformazione, 4 miliardi di valore creato (+250%), che ha coinvolto il gruppo dopo la maxi fusione con Fondiaria-Sai. Ora si apre una parentesi completamente nuova che passa da un assetto di vertice totalmente rinnovato e da un nuovo piano industriale che sarà presentato il prossimo 13 maggio a Milano.

Il timone dell’azienda, come stabilito dal consiglio di amministrazione tenuto a valle dell’assise (18 membri che resteranno in carica fino al bilancio 2018 con una poltrona riservata alle minoranze), è passato nelle mani di Matteo Laterza, già direttore generale della compagnia al quale sono state trasferite tutte le deleghe operative. Carlo Cimbri (nella foto), ex ceo, è stato nominato invece presidente e l’ex numero uno Fabio Cerchiai sarà il vice presidente assieme a Pierluigi Stefanini. Non ci sarà alcun comitato esecutivo e tutte le decisioni strategiche passeranno dal board. E il primo appuntamento chiave è per il prossimo 12 maggio. Quel giorno il cda esaminerà infatti il nuovo business plan, oltre che i risultati trimestrali. Saranno almeno due i cardini attorno ai quali si svilupperanno le nuove linee guida, stando a quanto ha sottolineato il presidente Cimbri: la centralità del business assicurativo, «al cui sviluppo saranno dedicate tutte le risorse della società»; e un pay out in linea con quella che è «la tradizione della compagnia». A valere sul bilancio 2015 è stata staccata una cedola di 0,15 euro per azione pari a un pay out del 76%.

Riguardo al primo punto, il numero uno ha ricordato che il contesto in cui è stato definito il nuovo piano è certamente diverso rispetto al passato, «molto più sfidante, considerata la dinamica dei tassi che resteranno bassi almeno per l’intero 2016» e visto il calo di marginalità che sta interessando il settore danni. All’intero di questo quadro la compagnia ha definito il percorso per il prossimo triennio che avrà come caposaldo l’assoluta concentrazione sullo sviluppo del settore polizze. Ecco perché, ha spiegato Cimbri, sebbene ogni piano «venga costruito sulla base del perimetro che si ha a disposizione», quindi considerando anche le attività diversificate come gli alberghi e la banca, se al termine del business pian il portafoglio fosse composto solo da attività assicurative, «questo non sarebbe certo in contraddizione con la strategia». Ed è sulla base di queste indicazioni che vanno lette anche le ipotesi di mercato su un possibile accorciamento della catena con la fusione tra la holding Unipol e la controllata UnipolSai. Un progetto che, ha assicurato il manager, «non è allo studio e non è all’ordine del giorno» ma, ha continuato Cimbri, è evidente che inassenza di asset diversificati, «si apriranno tutti i possibili scenari» ed è «un fatto che il gruppo dovrà interrogarsi sul da farsi».

Nel mentre, ha garantito il presidente, di sicuro verrà «mantenuta la stessa attenzione per gli azionisti pur nel rispetto e nella salvaguardia della solidità patrimoniale» dell’azienda. Compagnia che, come ha confermato sempre ieri Cimbri, è diventata azionista del Banco Popolare e di Bper con quote di fatto assai vicine al 2%. Le partecipazioni sono state costruite con un duplice intento: da un lato Unipol ha voluto sfruttare i prezzi di mercato particolarmente convenienti e dall’altro ha preso posizione per preservare «gli accordi di bancassicurazione» siglati con i due istituti. Quanto ai possibili sviluppi, l’incremento o meno della quota dipenderà dai piani industriali delle due banche, con il Banco che certamente è un passo avanti rispetto a Bper, considerato che ha già approvato le nozze con Bpm. Per Unipol, in presenza di una strategia condivisa, si potrebbe dunque profilare il ruolo di socio chiave delle due banche. Si vedrà, intanto, ha aggiunto Cimbri, il tema non contempla «alcun coinvolgimento di Unipol Banca». Il manager ha quindi spiegato che i 100 milioni investiti nel fondo Atlante, «sono il contributo della compagnia alla stabilizzazione del sistema bancario» e che non sono previsti ulteriori impegni.

Quanto alla partita attorno a Rcs, di cui UnipolSai è socia, Cimbri ha dichiarato che nessuna offerta è «irricevibile» ma va valutata alla luce della convenienza economica e per Unipol l’Ops di Urbano Cairo non valorizza abbastanza il gruppo editoriale. Tuttavia, la compagnia sarebbe favorevole a un ruolo più attivo di Cairo nella gestione di Rcs.

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