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Bankitalia, compagnie assicurative italiane solide nonostante il contesto sfidante

Analisi - Calcolo (2) Imc

Secondo l’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia, gli indicatori di mercato sono peggiorati ma la redditività delle compagnie assicurative italiane rimane positiva ed è solida la loro situazione patrimoniale solida. Si riduce il rischio di liquidità del ramo vita. L’investimento in titoli di Stato italiani resta elevato e i rischi derivanti dai bassi tassi di interesse sono contenuti

Secondo quanto scrive Bankitalia nella sezione dedicata al settore assicurativo dell’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria, i corsi azionari delle compagnie italiane sono scesi in misura rilevante, risentendo delle tensioni sui mercati internazionali; la flessione dei corsi e l’aumento della loro volatilità hanno determinato un repentino aumento dei tassi attesi di insolvenza impliciti nelle quotazioni. Gli utili attesi delle compagnie italiane, nonostante una riduzione in febbraio, si mantengono in linea con i valori medi del 2015.

Bankitalia - Rapporto stabilità finanziaria 1-2016 - Assicurazioni - Tabella 1 Imc

La redditività effettiva delle compagnie italiane è rimasta elevata: nel 2015 il rendimento medio del capitale e delle riserve (ROE) è stato del 9,6% nel ramo Vita e del 7,2% nel ramo Danni. Nel primo comparto, scrive Bankitalia, la redditività ha continuato a beneficiare dell’andamento positivo della raccolta, mentre nel secondo è stata sostenuta dalla minore incidenza dei sinistri, pur risentendo dell’ulteriore calo dei premi (-2,4% rispetto al 2014). I fondi propri delle compagnie rimangono ampiamente sopra i valori richiesti dalla normativa prudenziale.

Bankitalia - Rapporto stabilità finanziaria 1-2016 - Assicurazioni - Tabella 2 Imc

Nel primo trimestre del 2016 il rapporto tra riscatti e premi del ramo Vita (indicatore del rischio di liquidità) è sceso di circa tre punti percentuali (al 30,2%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, portandosi sui livelli minimi dal 2012 (fig. 5.3). Il miglioramento, segnala Bankitalia, è riconducibile principalmente al calo delle richieste di riscatto.

Bankitalia - Rapporto stabilità finanziaria 1-2016 - Assicurazioni - Tabella 3 Imc

Gli investimenti rimangono concentrati nei titoli di Stato, in prevalenza italiani. Le plusvalenze nette si mantengono elevate, pur mostrando negli ultimi mesi un aumento della volatilità legato agli andamenti dei mercati finanziari. Le indagini condotte periodicamente dall’Ivass per valutare le politiche di investimento dei principali gruppi indicano che le compagnie stanno diversificando i propri investimenti mediante l’acquisto di titoli obbligazionari privati e quote di fondi comuni, ma Bankitalia segnala come non siano in atto strategie volte a innalzare i profili di rischio e di rendimento dei portafogli. Gli investimenti diretti in obbligazioni emesse da imprese non quotate (minibond) e in titoli derivanti da operazioni di cartolarizzazione di tali strumenti rimangono su livelli assai contenuti (rispettivamente, 13 e 10 milioni di Euro nel 2015). Nessuna compagnia ha concesso finanziamenti diretti.

Bankitalia - Rapporto stabilità finanziaria 1-2016 - Assicurazioni - Tabella 4 Imc

Il basso livello dei tassi di interesse ha un impatto limitato sulla redditività del comparto Vita, in virtù del buon allineamento dei rendimenti e della durata finanziaria delle attività e delle passività di bilancio. Questo, evidenzia Bankitalia, riflette sia politiche di investimento che in passato hanno privilegiato i titoli di Stato italiani, con rendimenti relativamente elevati, sia politiche di offerta volte a contenere le garanzie di rendimento. Oltre il 95% delle riserve matematiche complessive si riferisce a prodotti con garanzia di rendimento inferiore al 3 per cento e negli ultimi dodici mesi è significativamente aumentata la quota delle riserve matematiche relative a prodotti con tasso garantito inferiore all’1%.

Bankitalia - Rapporto stabilità finanziaria 1-2016 - Assicurazioni - Tabella 5 Imc

Per contenere ulteriormente l’impatto dei bassi tassi sulla redditività, nel corso del 2015 le compagnie hanno accresciuto la quota di prodotti unit-linked e multiramo, per i quali il rischio di investimento ricade del tutto o in parte sugli assicurati. L’indagine condotta periodicamente dall’Ivass sui contratti vita con garanzia di rendimento indica che la riserva aggiuntiva necessaria a fronteggiare il rischio di inadempimento delle obbligazioni verso gli assicurati rimane su livelli contenuti (poco più dello 0,3 per cento delle riserve matematiche).

Proprio ai prodotti multiramo è dedicata l’ultima sezione dell’analisi di Bankitalia, che osserva come il basso livello dei tassi di interesse stia spingendo le compagnie di assicurazione sulla vita ad aumentare l’offerta di prodotti multiramo, caratterizzati dalla combinazione di prodotti tradizionali (polizze rivalutabili) con quelli che hanno una rilevante componente finanziaria (polizze unit-linked). La ripartizione iniziale dei premi tra le varie tipologie di prodotti può essere modificata nel corso della vita del contratto a scelta del contraente o della compagnia. La quota investita in prodotti tradizionali garantisce la protezione del capitale degli assicurati e, in alcuni casi, un rendimento minimo positivo; per contro, la quota destinata a polizze unit-linked è esposta al rischio dell’investimento. Secondo un’indagine dell’Ivass, nel 2015 la raccolta premi dei prodotti multiramo ha superato i 30 miliardi di Euro, pari a circa un quarto della produzione vita complessiva del campione esaminato. Tra il 2013 e il 2015 la raccolta premi di tali polizze è quasi triplicata.

Bankitalia - Rapporto stabilità finanziaria 1-2016 - Assicurazioni - Tabella 6 Imc

La diffusione di questi strumenti, segnala ancora Bankitalia, è una risposta delle compagnie alla prolungata fase di bassi tassi di interesse. La natura ibrida delle polizze multiramo permette ai clienti di ottenere rendimenti attesi più elevati rispetto ai prodotti tradizionali; nel contempo consente alle compagnie di ridurre i requisiti patrimoniali a fronte dei rischi derivanti dalla minore capacità di adempiere gli obblighi connessi con le garanzie offerte dai prodotti tradizionali.

La possibilità di modificare la ripartizione iniziale del premio rende i prodotti multiramo complessi in termini di valutazione e gestione dei rischi da parte delle compagnie emittenti. In particolare, conclude l’analisi, nel caso in cui l’opzione sia a favore del contraente, il suo esercizio può determinare la necessità per la compagnia di modificare rapidamente l’allocazione del portafoglio. Ciò comporterebbe effetti, in termini di rischi di mercato, che richiederebbero un’adeguata valutazione da parte della compagnia stessa, sia nella fase di strutturazione del prodotto sia in quella di definizione delle strategie di investimento. La diffusione di questi prodotti implica anche maggiori rischi legali e reputazionali derivanti dalla loro elevata complessità.

Intermedia Channel


Banca d’Italia – Rapporto sulla stabilità finanziaria n. 1 – 2016

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