Opinione della Settimana

La previdenza complementare deve essere obbligatoria?

Risparmio e previdenza Imc

(di Marco lo Conte – Oltre il Tfr)

Razionalmente pare quasi semplice. Nei fatti molto ma molto meno: perchè oltre a non trascurabili dettagli operativi (compensazioni o fondo di garanzia per il Tfr dei dipendenti delle piccole e medie imprese), alcune trappole mentali respingono l’idea di essere obbligati a risparmiare per il proprio futuro. Il tema è il progressivo calo delle rendite pensionistiche per chi spetterà di lavorare nei prossimi anni e decenni.

È pertanto necessario ora risparmiare in modo coerente. Il modo non manca: il sistema della previdenza complementare è perfettibile ma è sufficientemente efficiente per fornire un adeguato secondo pilastro. È il caso di risolvere la sua scarsa diffusione obbligando ad aderirvi? Il tema è caldo e nella prossima legge di Stabilità si prevede una miniriforma. Ci sono sei mesi di tempo per scegliere il modo giusto per incentivare il risparmio previdenziale. L’obbligatorietà è una via, si tratta di decidere quanta parte della retribuzione: il 10% della retribuzione, dicono gli esperti, dovrebbe essere destinata ai fondi pensione. Quote inferiori renderebbero inefficace l’operazione, soprattutto se in assenza di una campagna di educazione previdenziale adeguata.

Confronti non mancano con altre adesioni obbligatorie a strumenti di copertura dai rischi: l’Rc auto, la cui introduzione è avvenuta decenni fa in un mercato poco concorrenziale e con una conseguente crescita delle tariffe; la crisi economica ha contribuito a innalzare a 4 milioni i veicoli circolanti senza copertura assicurativa, con un ricarico di costi sulle compagnie e i clienti che invece correttamente sono assicurati. Diverso è il caso delle polizze Long Term Care (Ltc) in Germania: dal 2008 offrono buone coperture in età avanzata ma la sostenibilità è a rischio: si stima che nel 2030 il 32% degli ultra 80enni richiederà la Ltc. E Berlino oggi sta spendendo molto per rifugiati e migranti. Quali le conseguenze per il futuro? Diverso ancora il caso dei Paesi Bassi: in pochi anni fondi pensione negoziali a prestazione definita hanno visto impennare adesioni e patrimonio, grazie alla forte convenienza (non solo) fiscale, accompagnata dalla limitatezza delle prestazioni di primo pilastro. Un olandese che vi rinunciasse sarebbe un folle, un pericolo per la collettività, visto che così si candiderebbe a un’indigenza e all’intervento assistenziale.

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