Opinione della Settimana

Welfare aziendale, per i dipendenti la chance dell’aliquota zero

Welfare personale Imc

(di Marco Bifulco e Angelo De Filippo – Quotidiano del Lavoro)

Detassazione e bonus, i risvolti della disciplina combinata

La detassazione introdotta dalla legge di Stabilità 2016 riguarda i dipendenti con contratto di lavoro privato con reddito inferiore a 50.000 euro e che percepiscono somme di denaro relative a un premio di produttività e/o a una partecipazione agli utili di impresa come conseguenza dell’applicazione di un contratto di secondo livello o di contratto territoriale (chiaramente la partecipazione agli utili di impresa non potrà che essere collegata unicamente a una contrattazione aziendale).

Questi dipendenti sono portatori di un interesse finanziario di tipo “primario” (ossia solo vantaggi) e di un interesse finanziario di tipo “secondario” (ossia a un vantaggio corrisponde uno svantaggio).

Il primo tipo di interesse finanziario consiste nell’incremento secco della somma di denaro netta che i dipendenti ricevono in relazione al premio di produttività e/o in relazione alla partecipazione agli utili di impresa senza svantaggi.

La legge di Stabilità 2016 prevede infatti che, a determinate condizioni (specificate nel decreto attuativo), la somma di denaro invece che essere tassata con una aliquota marginale del 27% o del 38% sia tassata al 10 per cento.

Il beneficio finanziario secco per il lavoratore a fronte di un premio lordo di 1.500 euro (media dei premi di produttività contrattati secondo il report Cnel-Istat 2013), è un incremento dell’importo netto di 420 euro per il lavoratore con una aliquota marginale del 38% e di 255 euro netti per quello con una aliquota marginale del 27 per cento.

L’interesse finanziario di tipo secondario del dipendente consiste invece nella possibilità di ridurre a zero il prelievo fiscale sul premio (quindi scendere dal 10% allo 0%) a fronte di alcune rinunce su poste finanziarie future e della accettazione dei rischi legati alla conversione del premio monetario in servizi di welfare aziendale.

Le rinunce finanziarie del dipendente sono i contributi pensionistici e del Tfr collegati al premio. I principali rischi legati alla conversione del premio sono invece:

  • non calcolare correttamente il grado di utilità marginale che il servizio welfare rappresenta rispetto al pacchetto premio monetario + contributi previdenziali + accantonamento Tfr;
  • l’incertezza sulla qualità e sulla puntualità del servizio welfare che si riceverà, la fruibilità nel tempo, la dispersione del valore del servizio nel tempo a fronte di mutevoli condizioni di bisogno (per esempio, prenoto oggi un servizio welfare che nei successivi mesi non mi occorrerà più e perderò di conseguenza la quota di premio convertita);
  • l’assenza sul mercato di forme assicurative deputate a mitigare l’esposizione a tali nuovi rischi.
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