Opinione della Settimana

Fondi pensione, obbligatorietà condizionata

Pensioni (3) Imc

(di Marco lo Conte – Plus24)

Torniamo sul tema dell’obbligatorietà dell’adesione alla previdenza complementare perché il tema è scottante e mette in gioco una serie di meccanismi culturali e psicologici importanti. È vero che razionalmente è necessario scongiurare intere coorti indigenti, ma si sa che le forme coercitive non piacciono più di tanto. L’ipotesi, che potrebbe trovare la luce in occasione della prossima legge di Stabilità – tra oltre sei mesi – si iscrive in una più ampia riforma dei requisiti di pensionamento ex primo pilastro e dei fondi pensione stessi. Siamo alle ipotesi e nel pacchetto c’è molto d’altro: rendere flessibile l’età del pensionamento, la possibilità di destinare solo una parte del Tfr, potenziare il vantaggio fiscale dei fondi pensione e ridurre il prelievo annuale sui rendimenti.

Ma l’ipotesi che i fondi pensione siano in qualche forma obbligatori è davvero un tabù? Facciamo un passo indietro. Forse non tutti sanno che l’assicurazione generale obbligatoria (A.g.o.) è tale solo dal i settembre 1950: prima lo era solo per chi percepiva uno stipendio sotto un certo livello, gli altri erano liberi di assicurare o no la propria vecchiaia con lo Stato. Perchè non fare qualcosa del genere per la previdenza complementare? Ipotizziamo che si possa dire no all’adesione forzosa ai fondi pensione, rinunciando però a forme di maggiorazione della pensione minima. Attualmente ne beneficiano 5 milioni di pensionati (3,7 milioni di integrazioni al minimo, oltre a un altro milione di assegni sociali e pensioni di guerra). Oppure dimostrando di poterne fare a meno, quando si sarà anziani.

Già, come si fa a sapere che non ne avremo bisogno? È però la stessa domanda che pone chi ritiene l’adesione alla previdenza complementare indispensabile: può un dipendente pubblico 35enne, nella migliore delle ipotesi, incassare una pensione pari al 50% dell’ultimo stipendio? E rinunciare a un pilastro che grazie all’effetto capitalizzazione dei rendimenti composti si è rivelato negli ultimi 18 anni in grado di offrire rendimenti molto superiori a quelli di primo pilastro, oltre che del Tfr? II silenzio-assenso è già in vigore, si tratta di inventarsi qualcosa di più. Da qui alla Stabilità se ne parlerà ancora.

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