Opinione della Settimana

La polizza che protegge lo stipendio quando il posto di lavoro non c’è più

Lavoro - Ricerca Imc

(di Sandra Riccio – La Stampa Tuttosoldi)

Assicurazioni sull’occupazione in crescita nonostante i costi

La polizza sul cane, quella per l’iPhone o l’assicurazione sul volo aereo. Le coperture assicurative che ci vengono proposte sono davvero tante. Non tutte sono indispensabili e alcune sono addirittura dei doppioni. In cima alla classifica delle polizze che davvero fanno la differenza c’è uno strumento ancora poco diffuso nel nostro Paese. È la polizza che copre dalla perdita del posto di lavoro. Garantisce, a seguito di un imprevisto lavorativo, una sicurezza economica con un indennizzo mensile per un periodo di tempo determinato. Le condizioni variano a seconda della compagnia. Come orientarsi? Valutando più proposte. «Nella selezione occorre poi controllare bene le garanzie previste e soprattutto le esclusioni che il contratto detta», dice Andrea Polo, direttore comunicazione Facile.it.

La crisi fa di questo tipo di polizza una preziosa scialuppa di salvataggio. Eppure le banche non spingono questo tipo di prodotto. Il premio è alto e, in alcuni casi, diventa anche più salato per lavoratori autonomi, contratti atipici o partite Iva. Nel caso di Polizza Bnl Reddito Protetto, per esempio, il premio annuale (2,75% della somma assicurata moltiplicato per 12) è indipendente dalla categoria professionale dell’assicurato e la polizza tutela in caso di: perdita del posto (per i dipendenti del settore privato), inabilità totale temporanea (per i lavoratori autonomi), ricovero ospedaliero (dipendenti pubblici, pensionati e non lavoratori).

«Sul mercato italiano – spiega Carlo Marietti Andreani, presidente di Aiba, Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni – esistono tre tipologie di prodotti sulla perdita del posto di lavoro. L’assicurazione nasce nel nostro Paese per volontà delle banche che, al momento dell’esplosione della crisi economica, si sono trovate nell’esigenza di ridurre i rischi di insolvenza dei clienti. Nascono quindi come garanzie accessorie sul mutuo». La seconda famiglia di prodotti di questo tipo è quella che vede come intestatari i datori di lavoro e come beneficiari i dipendenti. Una soluzione vissuta come un benefit. La terza tipologia è quella, appunto, che vede figurare la stessa persona come intestatario e beneficiario che viene sottoscritta solitamente da un capofamiglia per garantire sicurezza per un determinato periodo al proprio nucleo familiare. «E’ poco diffusa e alla scarsa consapevolezza del grande pubblico, corrisponde il relativo interesse a distribuire queste polizze da parte delle stesse compagnie, poiché in una fase di crisi economica la sottoscrizione di questi prodotti comporta per gli assicuratori un grande rischio. Motivo per cui, le polizze presenti sul mercato sono in questo momento decisamente care».

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