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IVASS, pubblicati i primi risultati dell’indagine sui costi delle polizze abbinate ai finanziamenti

Indagine ImcNella giornata di ieri l’IVASS ha pubblicato sul proprio sito istituzionale i primi risultati dell’indagine sui costi delle polizze abbinate a finanziamenti (c.d. PPI-Payment Protection Insurance), avviata lo scorso 25 settembre. L’indagine, ricorda l’Istituto era stata preannunciata con la lettera al mercato IVASS-Bankitalia del 26 agosto 2015, nella quale era stata richiesta (ai CdA delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi iscritti nella sezione D del RUI) l’adozione di piani di riallineamento di prodotti, pratiche di vendita e politiche liquidative volti a rimuovere gli aspetti problematici riscontrati nel settore PPI.

L’approfondimento, scrive IVASS, è stato ritenuto necessario in quanto, a seguito di analisi condotte sui fascicoli informativi relativi ai prodotti PPI pubblicati sui siti internet delle imprese, era emersa la presenza di elevati costi a carico degli assicurati, con una quota significativa dei premi (anche superiore al 50%) riconosciuta agli intermediari per l’attività di distribuzione svolta. Inoltre, da diversi reclami pervenuti all’Istituto, gli elevati livelli provvigionali riscontrati non sempre risultavano coerenti con la qualità del servizio reso in fase di collocamento, tenuto conto che i prodotti venduti in molti casi non si dimostravano adeguati alle effettive esigenze del cliente.

L’indagine ha coinvolto tutte le imprese di assicurazione italiane (122) e le sedi secondarie di imprese di assicurazione UE ammesse ad operare in Italia in regime di stabilimento (93). Di queste, sono state 77 quelle che hanno dichiarato di aver commercializzato nel 2014 prodotti abbinati a mutui e prestiti personali, di cui 54 italiane e 23 UE.

La raccolta dei dati è terminata lo scorso 30 novembre e la loro analisi ha restituito la fotografia di un mercato che nel 2014 ha registrato una raccolta premi (nuova produzione) di 1,53 miliardi di Euro, di cui 869 milioni riferibili ai rami vita (57%) e 663 milioni relativi ai rami danni (43%). La raccolta vita ha riguardato pressoché interamente l’assicurazione sulla durata della vita umana (ramo I), mentre la produzione danni è principalmente relativa al ramo Perdite pecuniarie, che con oltre 285 milioni di Euro rappresenta il 19% dei premi complessivi. Seguono i rami Malattia (11%), Infortuni (8%) e Incendio (4%). Altri danni ai beni – per coperture relative a danni ai fabbricati per eventi diversi dall’incendio – e Tutela giudiziaria hanno rappresesentato l’1% residuo.

Il 52% della raccolta complessiva è stata realizzata tramite l’offerta di polizze in abbinamento a prestiti personali, il 38% in abbinamento ai mutui ed il restante 10% è relativa a polizze disegnate dalle imprese indifferentemente per l’abbinamento a prestiti personali e mutui. Sono stati collocati in tutto 642 prodotti assicurativi, di cui 509 in forma collettiva (79,3% del totale) – in cui il contraente è la banca o la finanziaria che eroga il finanziamento e il cliente aderisce alla convenzione in qualità di assicurato – e 133 in forma individuale (20,7%).

Nel 58% dei casi i prodotti offerti sono stati “pacchetti” compositi che abbinavano coperture vita a coperture danni; negli altri casi comprendevano invece esclusivamente coperture danni o coperture vita. Le coperture più frequenti sono la garanzia in caso di morte o di malattia grave, infortuni, malattia e perdita d’impiego; in misura minore sono comprese nei pacchetti anche garanzie di responsabilità civile, tutela legale, assistenza, corpi di veicoli terrestri e altri danni ai beni. Per quanto concerne il tipo di finanziamento, è prevalso l’abbinamento dei prodotti assicurativi ai mutui, nella misura del 49%, rispetto all’offerta con i prestiti personali (40%) e ai prodotti costruiti indistintamente sia per i mutui sia per i prestiti personali (11%).

Nel complesso, i prodotti esaminati sono stati stipulati da (o per conto di) 5,9 milioni di assicurati, di cui 5,5 milioni aderenti a polizze collettive e circa 400.000 sottoscrittori di polizze individuali. La raccolta è stata intermediata prevalentemente dal canale bancario (78%); un’ulteriore quota del 12% è riferibile ad altri intermediari finanziari (ex art. 107 del Testo Unico Bancario e Sim) mentre agenti e brokers hanno collocato ciascuno il 4% e gli sportelli postali il 2%.

Le imprese di assicurazione hanno riconosciuto alle reti distributive circa 679 milioni di Euro in compensi provvigionali fissi, pari al 44,32% dei premi. In particolare, i livelli dei compensi provvigionali fissi sono risultati per il 65,2% dei casi non superiori al 30% del premio di tariffa, per il 24,2% compresi tra il 31% ed il 49% e per il 10,4% dei casi con aliquota uguale o superiore al 50% del premio di tariffa.

Al canale bancario, rete distributiva prevalente in termini di raccolta premi, sono state riconosciute per il 76% circa dei casi, aliquote provvigionali comprese tra il 10% e il 40% (riconducibili a circa il 65% dei prodotti complessivi). Un peso che si attesta all’81,4% se si considerano anche i casi di aliquote fino al 50%. Per l’8% dei casi (riconducibili a circa il 7,2% dei prodotti complessivi) le aliquote più elevate, ossia quelle superiori al 50%.

Nell’ambito degli intermediari finanziari diversi dalle banche si è riscontrata una maggiore variabilità delle provvigioni applicate. Per questo canale le misure provvigionali superiori al 50% rappresentano circa il 30,4% dei prodotti intermediati da questa categoria di distributori. Ad Agenzie e Brokers sono state invece riconosciute aliquote provvigionali concentrate prevalentemente su livelli non superiori al 50%.

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IVASS – Primi risultati dell’indagine sui costi delle polizze abbinate ai finanziamenti

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