Opinione della Settimana

Rossi (Bankitalia e IVASS): «Per banche e assicurazioni pesano di più deflazione e recessione che bassi tassi»

Salvatore Rossi (5) Imc

(di Alessandro Merli – Il Sole 24 Ore)

Il peggior nemico della stabilità del sistema finanziario, e della redditività delle compagnie di assicurazione e delle banche, sono la deflazione e la recessione, non i tassi d’interesse bassi o negativi, ha detto Salvatore Rossi (nella foto), direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, l’organo di vigilanza sulle assicurazioni, intervenendo a Tokyo a una conferenza sulle relazioni economiche fra Italia e Giappone.

«Sono state sollevate preoccupazioni – ha dichiarato Rossi – che i tassi d’interesse molto bassi o negativi possano danneggiare la redditività delle compagnie di assicurazioni, così come delle banche e dei fondi d’investimento. In qualità di responsabile della vigilanza sulle assicurazioni in Italia, devo dire che questo non è un problema grave nel nostro Paese. Può esserlo per alcune compagnie in Germania». Le compagnie tedesche hanno stipulato polizze di assicurazione sulla vita con un rendimento garantito pressoché impossibile da mantenere nell’attuale situazione dei tassi.

«Il problema esiste – ha sostenuto Rossi – ma nelle banche centrali, in Italia e in Europa, abbiamo esaminato la questione con uno scenario controfattuale. Cosa sarebbe successo se la Banca centrale europea non avesse adottato la sua politica monetaria accomodante, anche con strumenti non convenzionali? Secondo i nostri studi, la crescita dell’eurozona sarebbe stata inferiore nel 2015 di uno 0,75% e l’inflazione di uno 0,5%, il che l’avrebbe portata in territorio negativo in ugual misura. Si sarebbe messa in moto una spirale deflazionistica. E sono la deflazione e la recessione i peggiori nemici della stabilità finanziaria e della redditività delle istituzioni finanziarie. L’impatto dei tassi d’interesse agli attuali livelli è doloroso, ma sopportabile. Del resto, non riteniamo che questi dovranno continuare per sempre».

Rossi ha sottolineato anche che, al rischio che le aspettative d’inflazione si sgancino dall’obiettivo di riavvicinarsi al livello appena sotto il 2%, la Bce ha risposto con la sua politica monetaria accomodante, ripetendo le parole del presidente della Bce, Mario Draghi, secondo cui la banca centrale è pronta a «utilizzare ogni strumento disponibile». Le aspettative d’inflazione rispondono soprattutto all’inflazione passata, ha osservato il direttore generale della Banca d’Italia, e per questo le banche non centrali non devono mai consentire che l’inflazione resti negativa troppo a lungo.

Il banchiere centrale, che ha partecipato alla riunione del G-7 della scorsa settimana, nel ricordare che la possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea (Brexit) è stata evidenziata nelle discussioni di Sendai fra i maggiori rischi geopolitici, ha affermato che ci sarà un impatto sui mercati finanziari, ma che, se dovesse determinarsi un esito del referendum a favore della permanenza di Londra nella Ue, questo impatto «potrebbe essere al rialzo, con un ritorno della fiducia dopo mesi di incertezza». La resistenza dell’eurozona a shock esterni è comunque «aumentata significativamente negli ultimi anni», ha detto Rossi, come hanno dimostrato il culmine della crisi greca l’anno scorso e le turbolenze di mercato dell’inizio di quest’anno. Questo «grazie alla politica monetaria, ma anche grazie alle riforme strutturali messe in atto da diversi Paesi, fra cui l’Italia».

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