Opinione della Settimana

Generali punta al rafforzamento della controllata Genagricola

Giancarlo Fancel Imc

(di Giovanni Vegezzi – Il Sole 24 Ore)

Nuovi investimenti e focus sull’attività vitivinicola. Il neo presidente Giancarlo Fancel: «L’attività vitivinicola è al 30% del nostro business ma è destinata a diventare la voce preponderante»

In tempi di tassi a zero e di regolamentazione stringente la terra e i suoi prodotti possono essere un buon investimento. Questo almeno pensa Generali che sta rilanciando la propria controllata nel settore agroalimentare con un occhio particolare alla produzione di vino e una decina di milioni appena messi sul piatto per entrare nella produzione di Amarone. I 48 milioni di fatturato di Genagricola (questo il nome della holding agricola del Leone Alato) sono una goccia nel mare dei 7,42 miliardi di euro di premi complessivi che il gruppo ha raccolto nel 2015. Eppure si tratta della più estesa azienda agricola in Italia, con 8.200 ettari (cui se ne aggiungono 4.200 in Romania).

La presenza delle Generali in agricoltura risale al 1851 quando il gruppo si fece carico di bonificare tenuta di Ca’ Corniani, nei pressi di Caorle. Da quella che rimane la più grande bonifica di privati in Italia, Genagricola è cresciuto fino a raggiungere una superficie di 13.000 ettari e un’attività che va dal settore dei seminativo, al lattiero-caseario, passando per la produzione di elettricità a biomasse. Il business però con più prospettive è sicuramente quello vinicolo: le 8 cantine oggi producono il 30% del giro d’affari di Genagricola, ma il loro peso è destinato ad aumentare con il piano di rilancio appena messo a punto. «Il nostro piano si articola su quelle che abbiamo definito le ‘4 S’ della società – ha spiegato a Il Sole 24 Ore Giancarlo Fancel (nella foto), cfo di Generali Italia che ha appena sostituito Philippe Donnet alla presidenza della controllata agroalimentare – la sostenibilità cui l’agricoltura è inevitabilmente legata; la sicurezza di chi lavora con noi e delle nostre tenute; il sociale che ci rende un punto di riferimento per le comunità in cui siamo presenti; lo sviluppo che passa per una crescita dell’attività vinicola, oggi al 30% del nostro business ma destinata a diventare la voce preponderante».

Genagricola che ha tenute vinicole in Piemonte, Veneto, Friuli, Emilia Romagna e Lazio vuole rafforzare la propria gamma anche nella fascia più alta di mercato e puntare sulle piazze internazionali, con l’obiettivo di aumentare il fatturato rapidamente oltre la soglia di 50 milioni. «Per competere sui mercati esteri ci mancava una significativa presenza nei rossi. Per questo abbiamo fatto un investimento di una certa importanza per comprare in Valpolicella, 35 ettari di terreni – aggiunge Fancel –. Ad oggi vendiamo il 30% della nostra produzione all’estero e al 70% in Italia, ma puntiamo sostanzialmente ad invertire le proporzioni entro il 2020. Siamo grandi ma puntiamo sulla qualità aumentando anche la redditività. La gestione operativa da due anni in mano all’amministratore delegato Alessandro Marchionne sta dando ottimi risultati aprendo a prospettive molto interessanti. In attesa della prima bottiglia di Amarone che arriverà fra tre anni, i dati del 2016 indicano già un aumento di vendite del 7%».

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