Opinione della Settimana

Mutui e polizze, cambiano le regole ma i costi sono ancora sostenuti

Assicurazioni - Mutui - Finanziamenti Imc

(di Federica Pezzatti – Plus24)

I nuovi contratti dopo la lettera Ivass tengono più conto dello status

Se i mutui sono diventati da tempo «light», finora non lo sono state le polizze di protezione che consentono il pagamento delle rate anche in caso di imprevisti nella vita del mutuatario. Un settore da sempre molto ricco per gli intermediari. Dopo gli interventi Ivass, con una lettera al mercato che lo scorso agosto ha messo dei paletti alle compagnie nell’interesse dei consumatori, da febbraio (termine massimo per attuare le modifiche ai contratti) le polizze vendute a protezione di mutui e prestiti hanno cambiato pelle. Difficile per ora dire se anche i costi stellari sono scesi. Un’indagine Ivass che ha fotografato i prodotti sul mercato ante litteram ha rilevato che nel 2014 le imprese hanno riconosciuto alle reti circa 679 milioni di euro di compensi provvigionali fissi pari al 44,3% dei premi raccolti (nel 10% dei casi si supera il 50%).

Ivass si è anche focalizzata sui contenuti dei contratti richiedendo delle modifiche per esempio vietando le coperture rotanti (con garanzia che cambiava in base allo status) e chiedendo maggiore rispondenza tra durata del prestito e protezioni fornite. Ma come si è orientata l’industria? «Come tutti ci siamo adeguati offrendo due tipi di prodotti: uno pensato per i clienti lavoratori dipendenti privati a tempo indeterminato (con copertura temporanea caso morte e invalidità permanente e la perdita di impiego) e un altro per autonomi, casalinghe e pensionati a cui offriamo Tcm e invalidità permanente e inabilità temporanea», spiega Pierluigi Verderosa, condirettore generale Bnp Paribas Cardif che invita a porre attenzione sulla valenza sociale di tali contratti e non solo sui costi.

Nonostante il cambio di regole in corsa, il gruppo francese, primo in Italia a offrire queste soluzioni, è riuscito a mantenere volumi in linea con lo scorso anno e ha messo a punto, per i suoi partner, ben 70 prodotti rinnovati. È stato risolto anche il problema di cambio di status lavorativo del lavoratore dipendente privato che difficilmente viene comunicato all’assicurazione. Per esempio, se un lavoratore che compra anche la garanzia di perdita impiego diventa pensionato, la polizza progettata da Cardif estenderà quell’inabilità temporanea al non più lavoratore che in base al contratto sottoscritto (pensato per chi è a tempo indeterminato) non era prevista. Quindi una volta pensionato, all’ex dipendente che ha un sinistro e non può temporaneamente svolgere le attività principali, è garantito un indennizzo determinato sulla falsariga delle long term care. Di taglio ai costi però non se ne parla, sebbene siano state arricchite le garanzie, spiegano dalla società del gruppo Bnp Paribas.

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