Opinione della Settimana

Di Benedetto (ITAS): «Il futuro delle assicurazioni? Welfare e calamità naturali»

Giovanni Di Benedetto primo piano IMC

(di Gilda Ferrari – Il Secolo XIX)

Il presidente della mutua trentina e numero due dell’Ania: “Occorre indirizzare i politici, non inseguirli”. Il nuovo piano industriale del gruppo di Trento prevede una forte integrazione con le filiali ex Rsa e investimenti per 60 milioni

È la più antica mutua assicurazione del Paese e recentemente ha perfezionato l’acquisizione delle filiali italiane del gruppo inglese Rsa, catapultando i 310 addetti dislocati tra Genova e Milano in una realtà che deve buona parte del suo successo alla «tensione ideale» che secondo il presidente Giovanni Di Benedetto (nella foto) «tutte le aziende dovrebbero avere».

Con 200 anni di storia, un miliardo e 210 milioni di raccolta premi, 776 dipendenti e oltre 2 milioni di euro investiti in iniziative sociali e culturali sul territorio, Itas continua a crescere in un mercato in contrazione. Nel 2015 la crescita dei rami non auto è stata pari al 5%.

«Una mutua riesce ad arrivare dove una SpA non arriva – osserva Di Benedetto –. Merito anche della tensione ideale che ci muove, del gioco di squadra che sappiamo fare, dell’attenzione che dedichiamo alla formazione del personale. Ci consideriamo un’impresa “di comunità”, è così per i dipendenti ma anche rispetto al tessuto sociale in cui operiamo».

L’ultima assemblea annuale di Itas ha visto la partecipazione di 160 delegati su 191 totali. Il patrimonio netto del gruppo è cresciuto sino a sfiorare i 400 milioni, l’utile ante imposte sfiora i 34 milioni. Il piano industriale 2016-2018 prevede una riorganizzazione aziendale a fronte dell’integrazione delle filiali ex Rsa. Gli investimenti previsti per sviluppare, tra l’altro, nuovi strumenti di gestione dei sinistri, dei contratti vita e dell’offerta dei prodotti danni ammontano a 60 milioni.

«Abbiamo portato a termine questa acquisizione per inserirci nell’attività industriale medio alta in cui non eravamo presenti, perché oggi una compagnia deve essere in grado di rispondere a ogni tipo di domanda assicurativa», spiega Di Benedetto, che da gennaio è vice presidente dell’Ania. «L’associazione – precisa il vice presidente – si è data un piano strategico, una nuova linea d’azione che mira a non inseguire le scelte politiche di settore ma a indirizzarle». Due i temi sui quali si lavora: welfare e calamità naturali. «Abbiamo presentato una bozza al governo, si tratta di soluzioni che Paesi come Germania, Francia e Spagna già adottano – continua Di Benedetto –. Sulle calamità naturali operano dei consorzi di compagnie capaci di coprire sopra un certo importo il residenziale, che da noi è scoperto. Anche sul welfare si può agire integrando l’azione dello Stato».

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