Opinione della Settimana

Axa, scure sui costi per spingere l’utile

Thomas Buberl Imc

(di Marco Moussanet – Il Sole 24 Ore)

Strategia al 2020: Investimenti per 3 miliardi, destinati in larga parte allo sviluppo dell’offerta digitale. Il risultato operativo crescerà del 3-7% all’anno. Il futuro ceo Buberl: «L’alleanza con Mps va rafforzata, canale bancario importante»

Una crescita del risultato operativo per azione annuo medio compresa tra il 3% e il 7%, un free cash-flow cumulato di 28-32 miliardi nel periodo 2016-2020, un Roe compreso tra 12% e 14% nello stesso periodo. E, in prospettiva, un aumento dei dividendi. Sono questi i target del nuovo piano strategico quinquennale “Ambition 2020” (che raccoglie il testimone di “Ambition AXA”, concluso nel 2015) presentato ieri ad analisti e investitori dal futuro ceo di Axa, il tedesco Thomas Buberl (nella foto), 43 anni, che a settembre sostituirà Henri de Castries alla guida del colosso assicurativo francese.

Per raggiungere questi obiettivi di redditività “prudenti e realistici” (e leggermente inferiori a quelli del piano precedente) – tenuto conto di un contesto difficile caratterizzato da una crescita globale ancora insoddisfacente e soprattutto da una situazione di tassi vicini allo zero (o addirittura negativi) che durerà probabilmente a lungo e che avrà un impatto sui conti del gruppo stimato tra -1% (qualora dovessero leggermente salire) e -5% (in caso di “status quo”) – Axa punta sulle quattro leve che può azionare.

La prima è quella del recupero di efficienza, che dovrebbe rappresentare un aumento del risultato operativo pari al 3 per cento. Proseguendo d’un lato sulla strada del taglio dei costi: 2,1 miliardi programmati nei prossimi cinque anni rispetto a 1,9 del quinquennio precedente. E dall’altro con investimenti per 3 miliardi, destinati in larga parte allo sviluppo dell’offerta digitale.

La seconda (2%) sarà quella della crescita selettiva, scommettendo in particolare sull’Asia, sull’assicurazione danni per le imprese (“Esportando il modello che ha funzionato bene in Gran Bretagna”) e sul settore della salute (“Con un vero sforzo per accompagnare i clienti”).

La terza (2%) è quella del miglioramento dei margini, sia nei danni sia nel ramo vita e salute. La quarta, infine, con un impatto dell’1% , è quella delle acquisizioni, cui viene destinato un miliardo all’anno di qui al 2020 (cifra analoga a quella del piano precedente).

Buberl – che durante il periodo in cui ha guidato la controllata tedesca di Axa ha creato a Colonia il “Transactional model”, un laboratorio dedicato all’innovazione dell’offerta assicurativa e ai servizi connessi – ha insistito in particolare sull’accelerazione che il gruppo deve imprimere al digitale, all’online, ai social network: «Per i nostri clienti il benchmark non è più rappresentato dalle grandi compagnie assicurative tradizionali, ma da Amazon, Facebook, Google. Sono loro i nostri veri concorrenti. Ci servono quindi nuove professionalità e un programma di formazione degli attuali dipendenti, al quale destineremo 145 milioni».

Infine l’Italia: «Un mercato importante, dove dobbiamo crescere sull’offerta danni rivolta alle imprese e nell’online. Quanto a Mps, siamo coscienti delle sfide che la banca deve raccogliere, ma confermiamo la nostra partnership e anzi pensiamo che vada rafforzata. D’altronde il canale bancario per noi è essenziale».

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