(di Laura Lana – Il Giorno Grande Milano)
Cologno Monzese, le proposte dei sindacati all’azienda per riorganizzare senza tagliare
«L’azienda ritiri la dichiarazione dei 200 esuberi dal tavolo di trattativa». È la richiesta delle segreterie nazionali First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Fna e Snfia, che l’altro giorno hanno incontrato l’amministratore delegato di Direct Line, il colosso di assicurazioni che ha sede in via Volta (a Cologno Monzese – ndIMC).
«Non è accettabile che siano i lavoratori a pagare l’intero prezzo della crisi – hanno commentato i sindacati –. Siamo disponibili a lavorare per trovare soluzioni finalizzate a un nuovo accordo, in grado di coniugare la salvaguardia dei livelli occupazionali, gli interessi dei lavoratori con nuove esigenze di riorganizzazione aziendale, nella prospettiva di un solido rilancio industriale».
Tradotto: nuovi canali di vendita del prodotto, diversificazione dell’offerta sul mercato, sviluppo della rete sui fornitori, sinergie organizzative. I vertici della società, che conta quasi 800 dipendenti, avrebbero dato disponibilità a un approfondimento sulle proposte emerse al tavolo.
Intanto la vertenza continua. Lunedì e martedì si sono svolte le assemblee generali dei lavoratori, in cui le Rsa hanno dato puntuale aggiornamento in relazione agli ultimi incontri che si sono tenuti nelle scorse settimane con la dirigenza. Assemblee partecipate da centinaia di dipendenti, che vedono davanti al loro futuro solo un punto di domanda e che già oggi vivono una condizione peggiore, dopo la disdetta del contratto integratiyo da parte della società in maniera unilaterale.
«Particolare attenzione è stata posta all’esito della riunione avvenuta in azienda con le segreterie nazionali, al termine del quale l’amministratore delegato si è riservato un’attenta riflessione in conseguenza della posizione netta rappresentata dal sindacato: la dichiarazione dei 200 esuberi non può costituire una pregiudiziale al negoziato, in relazione alle nuove esigenze legate alla riorganizzazione aziendale».
A partire da oggi inizierà una nuova programmazione di incontri con l’azienda. «Durante queste sedute le rappresentanze sindacali continueranno ad acquisire altre informazioni, con l’obiettivo di trovare una soluzione in una logica di sostenibilità sociale», fanno sapere i rappresentanti dei lavoratori. Congelato c’è ancora un pacchetto di 40 ore di sciopero, da utilizzare nel momento in cui la trattativa dovesse arenarsi.
Già lo scorso mese i dipendenti avevano dimostrato di essere in grado di bloccare le attività di via Volta, call center inclusi, per più giorni.




