Opinione della Settimana

Previdenza, gestione più rigorosa per i fondi pensione

Gestione - Patrimoni - Family Office Imc

(di Claudio Pinna – Quotidiano del Lavoro)

Approvate in via provvisoria dal Parlamento europeo le modifiche alla direttiva dedicata al secondo pilastro. Valutazione del rischio e trasparenza tra i punti da adeguare e sottoporre a monitoraggio

Governance più chiara, gestione del rischio più attenta, maggiore informazioni agli iscritti ma anche più facilità nel creare realtà paneuropee. Queste le novità collegate al testo di revisione della direttiva europea sui fondi pensione emanata nel 2013 che è stato approvato, seppur in via provvisoria, il 28 giugno dal Parlamento europeo, dopo tante discussioni.

Il 30 giugno il medesimo testo è stato omologato dal Comitato dei rappresentanti permanenti. Il processo è quindi ormai avviato. Entro la fine dell’anno la nuova direttiva sarà approvata in via definitiva dal Parlamento europeo. Successivamente gli Stati dell’Unione avranno a disposizione due anni per il recepimento. Al massimo entro la fine del 2018 tutte le nuove norme dovranno essere operative.

I fondi pensione che risulteranno coinvolti sono tutti quelli privati di secondo pilastro che non siano finanziati tramite accantonamenti a riserva contabile oppure costituiti nell’ambito di compagnie di assicurazione. Le nuove disposizioni riguarderanno principalmente gli aspetti connessi con la governance, la gestione dei rischi e la comunicazione agli iscritti. Un obiettivo specifico della direttiva è rendere più agevole la costituzione dei fondi paneuropei (quei fondi cioè istituiti in un paese dell’Ue in grado di raccogliere partecipazioni anche negli altri).

Risulta invece totalmente accantonato l’approccio, a lungo dibattuto, di assoggettare i fondi pensione a una normativa simile alla Solvency II, prevista per le compagnie di assicurazione. Il progetto quindi di richiedere ai fondi pensione l’elaborazione di un bilancio tecnico cosiddetto “olistico” (con un calcolo estensivo delle passività e delle attività) non è stato approvato.

In futuro i fondi pensione dovranno invece introdurre robusti sistemi di governance che stabiliscano in maniera chiara ruoli e responsabilità dei singoli organi. Dovranno essere altresì previste specifiche politiche di gestione del rischio, dei controlli interni e delle modalità di concessione in outsourcing dei servizi. L’effettivo funzionamento delle varie disposizioni interne previste dovrà essere verificato e monitorato nel tempo, nonché soggetto a revisione almeno ogni tre anni.

Anche la remunerazione dei vari organi del fondo dovrà essere soggetta a una specifica politica. I punti principali di tale politica dovranno essere comunicati in via trasparente. Un focus particolare è dedicato alla gestione del rischio. I fondi dovranno infatti definire un sistema che sia in grado di individuare, valutare, gestire, monitorare e rendicontare tutti i rischi corsi. In particolare quelli connessi con gli investimenti (e soprattutto gli investimenti alternativi, derivati, illiquidi, eccetera). Per i fondi pensione del tipo a contribuzione definita (dove il rischio dell’investimento è corso dall’iscritto) l’analisi dovrà essere incentrata sull’entità della prestazione finale che il partecipante potrà maturare alla cessazione dal servizio.

Con riferimento alla comunicazione, tutte le principali informazioni relative al fondo pensione dovranno essere fornite agli iscritti. Inoltre con periodicità almeno annuale l’iscritto dovrà ricevere un documento individuale nell’ambito del quale sia riportata la riconciliazione della prestazione maturata e una proiezione della copertura prevista al pensionamento.

Le nuove norme dovrebbero produrre il maggiore impatto tra le multinazionali e tra i fondi pensione di dimensioni medie e piccole. Le disposizioni introdotte, infatti, ripercorrono le migliori prassi stabilite a livello internazionale che i fondi pensione più grandi dovrebbero avere già recepito. Le multinazionali, invece, dovranno verificare per tutti i fondi pensione costituti nel vari Paesi dove sono presenti che le nuove norme siano applicate in maniera adeguata. In tale ottica, anche per semplificare la governance, la possibilità, peraltro resa più agevole dalla direttiva, di costituire un unico fondo pensione che copra i lavoratori presenti in più Paesi sarà con ogni probabilità l’alternativa che diverse di queste società perseguiranno in futuro.

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