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AXA, utile netto in progresso del 4% nella semestrale 2016

AXA - Bandiere (6) (Foto Henning Kaiser/AFP/Getty Images) Imc

Il colosso assicurativo francese chiude i primi sei mesi del 2016 con un utile netto di 3,21 miliardi di Euro (il dato è tuttavia inferiore alle attese medie degli analisti di 3,6 miliardi) – e con un utile operativo stabile a 3,06 miliardi. In leggera flessione (-0,5%) a 54,04 miliardi i ricavi complessivi

Indicatori lievemente in chiaroscuro per il gruppo assicurativo francese AXA, che nella giornata di ieri ha presentato i risultati relativi al primo semestre 2016. L’utile netto è cresciuto del 4% a 3,2 miliardi di Euro, sostenuto dalla vendita di due proprietà immobiliari a New York che ha controbilanciato l’impatto negativo delle cessioni di attività nel mercato portoghese e del comparto Vita-Risparmio nel Regno Unito e le svalutazioni di asset finanziari e derivati. Il dato è tuttavia inferiore alle attese degli analisti, che avevano previsto un utile netto attorno ai 3,6 miliardi. Stabile a 3,06 miliardi l’utile operativo.

I ricavi complessivi hanno registrato una lieve flessione (-0,5% a 54,04 miliardi di Euro). I buoni risultati del comparto Danni (+4% a 10,3 miliardi) e della divisione International Insurance (che ricomprende AXA Corporate Solutions e AXA Assistance: +5% a 2,3 miliardi) sono infatti stati più che compensati dalla flessione nelle attività Vita (-2% a 31 miliardi, soprattutto a causa dei minori volumi nelle soluzioni unit-linked) e nel comparto Asset Management (-8% a 1,8 miliardi), influenzato dal calo delle commissioni di gestione.

Il prossimo CEO di AXA, Thomas Buberl, ha mostrato soddisfazione per i risultati ottenuti dal Gruppo nell’attuale contesto macroeconomico: “La solida performance di AXA nel primo semestre 2016 – ha affermato Buberl nella nota di presentazione dei risultati – riflette ancora una volta la pertinenza del nostro modello operativo e delle scelte strategiche implementate in un contesto che continua ad essere caratterizzato da bassi tassi di interesse e da un’elevata volatilità dei mercati. Nonostante lo scenario macroeconomico sfavorevole ed i maggiori costi riconducibili alle catastrofi naturali, osserviamo la robustezza del nostro risultato operativo. Anche la patrimonializzazione di Gruppo rimane decisamente elevata, con il Solvency II ratio a 197% perfettamente in linea con i nostri obiettivi”.

Per quanto riguarda il segmento Vita, il volume della nuova produzione in termini di APE (Annual Premium Equivalent, la base premi utilizzata nel calcolo del valore della nuova produzione) è sceso del 2% a 3,3 miliardi di Euro. La crescita nelle soluzioni di risparmio tradizionali – trainate soprattutto dai volumi sul mercato cinese e giapponese – e nel comparto Protection & Health è stata più che controbilanciata dal calo delle vendite in soluzioni unit-linked nella regione Mediterraneo / America Latina, in Francia, Belgio e ad Hong Kong. Stabile al 37% il margine sulla nuova produzione, il cui valore ha segnato una flessione del 3% a 1,2 miliardi di Euro soprattutto per alcune criticità cicliche e di mercato nel mix di prodotto.

I ricavi del comparto Danni hanno invece continuato a beneficiare anche degli aumenti tariffari sia nei mercati maturi (+2% a 14,4 miliardi di Euro) che in quelli ad alta crescita (+11% a 2,7 miliardi). Buona performance anche per il settore diretto (+6% a 1,5 miliardi), trainato dai maggiori volumi in Giappone, Regno Unito, Francia e Polonia. In peggioramento il combined ratio, che sale di 0,9 p.p. a 96%; l’indicatore su base semestrale cresce a 98,2% (+1,3 p.p.) a causa dei maggiori costi derivanti dalle catastrofi naturali che hanno interessato Francia, Germania e Belgio (dove hanno pesato anche gli attacchi terroristici dello scorso mese di marzo) oltre al deterioramento degli indicatori nel comparto Motor in Turchia, Italia e Regno Unito.

Per quanto riguarda il contributo delle attività italiane, infine, la raccolta dei rami Vita è scesa del 14% a 2,025 miliardi di Euro: Più contenuto il calo del comparto Danni, in flessione dell’1% a 770 milioni. -34% a 160 milioni per la nuova produzione Vita, in considerazione del minor peso delle soluzioni Unit-linked (55 milioni contro 94 milioni nei prodotti tradizionali). Negativo anche il valore della nuova produzione (-20% a 60 milioni), mentre il margine ha registrato un incremento di sette punti percentuali (al 37%). Nei Danni, la flessione del segmento Auto (-2,3% a 479 milioni, derivante soprattutto dal calo del 3% nelle polizze individuali) è risultata superiore alla crescita registrata negli altri rami (+1,4% a 300 milioni).

Intermedia Channel


Gruppo AXA – Presentazione risultati primo semestre 2016 (in inglese)

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