Opinione della Settimana

Mps e la mossa di Unipol nel risiko: «Pronti a entrare nelle aggregazioni»

Carlo Cimbri (4) Imc

(di Sergio Bocconi – Corriere della Sera)

Cimbri: non escludiamo di aderire a progetti convincenti

Unipol si candida a giocare un ruolo nella partita delle aggregazioni bancarie anche attraverso investimenti. Lo ha detto ieri il numero uno Carlo Cimbri (nella foto) illustrando i dati semestrali, in calo ma migliori rispetto alle attese degli analisti. Il gruppo ha poi annunciato che si impegnerà nel fondo salva-banche Atlante 2 fino a 100 milioni. «Se ci sono progetti che ci convincono non escludiamo di investirci oltre ad apportare la banca. La strategia che intendiamo perseguire è quella di entrare a far parte di un gruppo creditizio più grande, di cui potremo essere azionisti non di riferimento ma significativi, di supporto». Cimbri ha risposto così, in termini generali, a chi lo ha interpellato sulle indiscrezioni relative a Mps precedenti al piano che ha ricevuto l’ok della Bce e che indicavano una possibile operazione a tre fra Siena, Ubi e appunto Unipol.

Opportunità da valutare

Dossier sul tavolo. Il top manager si è limitato a dire che il gruppo «non se ne sta con le mani in mano ad aspettare che arrivi dal cielo una opportunità». «Studiamo diverse operazioni». Il settore bancario, ha aggiunto, «va verso una ulteriore concentrazione, dopo la fusione tra Bpm e Banco Popolare ve ne saranno altre, il mercato evolverà in un modo ancora tutto da scrivere». Riguardo a Mps ha sottolineato che «mi sembra una situazione peculiare e non riconducibile a quella delle banche del sistema. L’aumento di capitale prefigurato è una sorta di Ipo».

Contributo alla stabilità

I progetti sulla banca hanno però probabilmente contribuito a far salire il titolo della holding capogruppo, che ha guadagnato il 2%, mentre la compagnia controllata UnipolSai, dopo un deciso rialzo all’annuncio dei conti, ha chiuso la seduta senza variazioni. Da una lato il perimetro della holding comprende in pratica in più rispetto a quello delle assicurazioni solo l’istituto bancario, dall’altro proprio l’apporto di quest’ultimo a un gruppo creditizio più grande potrebbe aprire la strada a una semplificazione societaria importante e alla sottoscrizione di accordi industriali di bancassurance. Comprensibile dunque che Cimbri guardi al dossier con una certa attenzione. Il top manager si è poi soffermato sull’impegno nel fondo Atlante 2. L’investimento fino a 100 milioni deliberato da UnipolSai rappresenta «il contributo che con altri operatori italiani vogliamo dare alla stabilità e stabilizzazione del sistema. Non è un vuoto a perdere, ha obiettivi di remunerazione e redditività ed è affidato a mani capaci che gestiscono il fondo che con il giusto equilibro saprà dosare i propri interventi in operazioni che non trovano un naturale sbocco di mercato oppure lo trovano a condizioni speculative». Ha quindi precisato che il fondo Atlante 2 «ha le caratteristiche per essere collocato nelle nostre gestioni separate e contribuire ad incrementarne il rendimento».

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