Opinione della Settimana

Se il lavoratore muore prima della pensione…

Pensioni - Domande Imc

(di Alessandro Bugli – Il Punto Pensioni&Lavoro)

…il fondo di previdenza complementare non restituisce nulla!

Calma! Non correte ai ripari, prima leggete.

Si tratta evidentemente di una BUGIA, utile solo ad attirare la vostra attenzione.

Si riapre così un ciclo sulle false informazioni e luoghi comuni registrati in tema di previdenza complementare; bugie che potrebbero danneggiare lo sviluppo del settore. Gli operatori conoscono già la risposta, ma spesso gli ignari interessati alla pensione di scorta vengono sviati da informazioni eccentriche o totalmente false (ciò dolosamente o per mera ignoranza).

Cosa prevede la legge?

La REGOLA GENERALE per i fondi pensione (con qualche differenza per i soli dipendenti pubblici iscritti a Espero e Perseo Sirio, per i quali faremo a breve un pezzo dedicato) è la seguente:

“In caso di morte dell’aderente ad una forma pensionistica complementare prima della maturazione del diritto alla prestazione pensionistica l’intera posizione individuale maturata è riscattata dagli eredi ovvero dai diversi beneficiari dallo stesso designati, siano essi persone fisiche o giuridiche”

Cosa succede quindi se l’iscritto (lavoratore o meno) dovesse disgraziatamente morire prima del diritto alla pensione complementare?

I soldi NON vengono automaticamente incamerati dal fondo, ma sono destinati al beneficiario o ai beneficiari designati dall’iscritto stesso.

Il beneficiario può essere una persona fisica o anche una persona giuridica (es. un’associazione riconosciuta, una fondazione, una S.p.A., una S.r.l., …).

Se il lavoratore non ha indicato alcun beneficiario, allora i risparmi sono devoluti agli eredi testamentari (se c’è testamento e non sorgono liti al riguardo) o agli eredi legittimi (cioè quelli individuati dal codice civile: coniuge, coniuge + figli, …). Sulla preferenza, che condivido, dei beneficiari rispetto agli eredi si veda l’Orientamento COVIP 15 luglio 2008.

In caso di più beneficiari o più eredi, salvo diversa indicazione del lavoratore deceduto, la divisione avviene per parti uguali (se in due 50% e 50%, se in tre 33% ad ognuno, …); ciò salvo diverso accordo tra i destinatari degli importi. Sui dubbi relativi alla divisione per quote pari alla luce dei nuovi orientamenti di Cassazione si veda un precedente articolo.

Solo se non vi sono beneficiari o eredi, le somme restano acquisite al fondo (se ad adesione collettiva) o destinate a finalità sociali (per fondi ad adesione individuali).

Bugia scoperta e riconosciuta!

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