Opinione della Settimana

Cologno Monzese (MI): Direct Line, un mese di lotta continua

Sciopero (2) Imc

(di Patrizia Longo – Il Giorno Grande Milano)

Dopo tre settimane consecutive di sciopero, i lavoratori Direct Line si preparano per un’altra di mobilitazione, contro gli annunciati esuberi della compagnia di assicurazioni, 200 su 800 dipendenti.

Le Rsa hanno deciso di convocare, in orario di lavoro, le assemblee retribuite: si parte domani, si prosegue fino a venerdì 2, a scaglioni, così da limitare le ripercussioni in busta paga ma non far venir meno l’impatto sulla produttività. Come gli scioperi, svolti a scaglioni, così le assemblee: domani per il personale contact center dedicato alle vendite, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Martedì assistenza e reclami, stessi orari. Mercoledì, invece, clientela aziendale e servizio «contattaci», dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 14.30 alle 16.30. Giovedì si replica con l’area documentale. E venerdì si finisce con il resto del personale, tra cui antifrode, ispettorato, contabilità sinistri e amministrativi, che si riunirà dalle 9.30 alle 11.30.

«Le tre settimane consecutive di sciopero hanno visto la pressoché totale partecipazione di colleghe e colleghi presenti in azienda, non solo con l’astensione dalla prestazione lavorativa ma anche con la presenza sempre numerosa al presidio davanti alla sede – rimarcano le Rsa Fisac/Cgil, Fna, First Cisl e Uilca Uil. Dobbiamo continuare la nostra mobilitazione: dopo la vergognosa rottura del tavolo da parte dell’azienda, dobbiamo anche registrare la consueta mancanza di serietà della dirigenza italiana e spagnola di Direct Line e del Gruppo Mapfre che si sono sottratte alle proprie responsabilità, abbandonando l’azienda per due settimane consecutive in un momento di gravissima crisi».

Massima solidarietà dai clienti, sottolineano le Rsa, «che hanno ricevuto dai lavoratori in presidio le informazioni sui motivi del disservizio». Secondo i sindacati «con il proprio comportamento l’azienda impedisce di fatto che questa vertenza possa concludersi riducendo gli impatti per il personale coinvolto, spianando quindi la strada ai licenziamenti».

Le domande di adesione al piano di incentivi per l’esodo, proposto unilateralmente, «non hanno ricevuto riscontro», attaccano i sindacati, «anche di personale dichiarato in esubero» e «tantissime richieste di informazioni rimangono senza risposta».

Intanto scorrono i giorni e si avvicinano i termini fissati dall’azienda. «La situazione si aggrava ed è necessario mantenere altissima l’attenzione». Stato di agitazione e presidio proseguiranno dunque anche la prossima settimana: la quarta.

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