Opinione della Settimana

Un tris di Authority per i Priips

Indagine - Controllo Imc(di Gianfranco Ursino – Plus24)

Il Governo ha ripartito le competenze tra Ivass, Consob e Banca d’Italia

Mentre in Europa si discute ancora sul contenuto del Kid, ovvero il documento sintetico che deve esporre in modo chiaro ed esaustivo agli investitori le informazioni sui prodotti di investimento assicurativi preassemblati (Priips), in Italia è stato fatto un ulteriore passo in avanti in vista dell’entrata in vigore della nuova normativa, ad oggi prevista per fine anno, che introdurrà a livello Ue regole uniformi in materia di trasparenza anche per consentire la confrontabilità dei prodotti.

L’11 agosto scorso il Governo ha trasmesso al Parlamento lo schema di decreto legislativo (atto 326) che ripartisce le competenze sui Priips tra le Authority nazionali e definisce le sanzioni da applicare. Il provvedimento era atteso perché l’Ivass dopo l’emanazione della direttiva Ue sulla distribuzione assicurativa ha sempre sperato di avere il controllo su tutti i distributori di prodotti assicurativi, ivi incluse le polizze di natura finanziaria (ramo III e V) che oggi sono sotto la vigilanza Consob: una soluzione non gradita da quest’ultima Authority.

A scorrere lo schema di decreto legislativo presentato dal Governo è evidente che è stata scelta una soluzione di compromesso, mantenendo lo status quo e ripartendo le competenze su tre authority. In particolare alla Consob sono stati lasciati poteri di vigilanza sui prodotti d’investimento assicurativo per quanto concerne il profilo di tutela deigli investitori. All’Ivass è stata attribuita la competenza sugli operatori del settore con poteri d’intervento sui Priips qualora la struttura del prodotto possa pregiudicare la stabilità delle imprese di assicurazione. Infine alla Banca d’Italia è stata assegnata la competenza sui profili attinenti la stabilità del mercato finanziario. Adesso le tre Authority, prima di emanare i rispettivi decreti attuativi, dovranno individuare forme di coordinamento, anche attraverso protocolli d’intesa. Certo sarebbe anche utile, per dare certezze agli intermediari, che le authority indicassero espressamente i prodotti assicurativi che rientrano nei Priips, ivi incluse o meno le polizze multiramo. Su questo punto ci sono diverse interpretazioni da parte degli operatori.

A pochi mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme, gli operatori sperano ancora in un rinvio in questo contesto di incertezza, soprattutto a livello europeo. Anche perché si creerebbe un dislivello normativo tra i vari strumenti in quanto i prodotti d’investimento preassembleati (Prips con una “i”, ovvero prodotti non assicurativi) l’entrata in vigore della Mifid II e della Mifir sono state posticipate al 2018.

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