Opinione della Settimana

I cento quesiti: Il destino della liquidazione se il dipendente cambia lavoro

Lavoro - Contratto Imc

(di Carlo Giuro – Milano Finanza)

Domanda. Come si ripartisce il flusso annuo di tfr?

Risposta. Secondo la Covip nel 2015 il flusso può essere stimato in circa 24,9 miliardi di euro; di questi, 13,7 miliardi sono rimasti accantonati presso le aziende, 5,5 miliardi versati ai fondi pensione e 5,6 miliardi destinati al Fondo di Tesoreria. In base al meccanismo del silenzio-assenso, il tfr del lavoratore confluisce automaticamente ai fondi pensione di riferimento (o in mancanza al Fondo di Tesoreria), mentre se vuole che resti in azienda deve fare questa richiesta.

D. Che succede in caso in cui l’occupato cambi lavoro?

R. Spetta al nuovo datore di lavoro verificare la scelta compiuta acquisendo apposita dichiarazione, a firma del lavoratore cui va, di norma, allegata un’attestazione del datore di lavoro di provenienza, da rilasciarsi al momento della cessazione del rapporto di lavoro, circa la scelta compiuta dal lavoratore in merito alla destinazione del tfr. In alternativa, il lavoratore potrà corredare la dichiarazione con altra documentazione comprovante la scelta effettuata.

D. Che possibilità ci sono?

R. Se il lavoratore avesse scelto di non destinare il tfr a una forma pensionistica complementare, il datore di lavoro continua a mantenere il tfr, ferma restando la possibilità di rivedere, in ogni momento, la scelta e conferire il tfr maturando al fondo.

D. E se il lavoratore avesse in precedenza deciso di conferire il tfr ai fondi ma lo avesse riscattato per cessazione dei requisiti di partecipazione?

R. Deve essergli riconosciuto il diritto di effettuare, entro sei mesi dalla nuova assunzione, la scelta. In caso di mancata scelta, il tfr che matura dal mese successivo alla scadenza del semestre viene destinato al fondo collettivo di riferimento.

D. Qual è l’effetto sostituzione tfr-fondi pensione?

R. Il tfr trasferito ai fondi è esposto ai mercati finanziari, in azienda si rivaluta dell’1,5% annuo più il 75% dell’inflazione. I rendimenti dei fondi pensione nel 2015 hanno battuto il tfr che, per il basso livello di inflazione, è stato dell’1,2%. I rendimenti netti medi dei fondi negoziali e aperti sono stati, rispettivamente, del 2,7 e 3%. Inoltre il tfr sconta la tassazione separata mentre le prestazioni al pensionamento un’imposta sostitutiva del 15% che si riduce dello 0,3% per ogni anno di durata oltre il 15° con un minimo del 9%.

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