Opinione della Settimana

Una polizza per battere le «fatalità»

Agenti - Gestione - Protezione - Centralità Imc

(di Roberto E. Bagnoli – Corriere Economia)

Risk management, i risultati della ricerca di Eumetra Monterosa che sarà presentata domani a Milano al convegno annuale dell’Anra. Italiani divisi tra l’inevitabilità dei rischi e l’opportunità di una protezione. Aziende più sensibili. I pericoli più temuti? I danni materiali, l’Rc e l’interruzione del business

I privati sono fatalisti e poco propensi a proteggersi dai rischi: secondo un italiano su due le assicurazioni non servono. Le aziende sono certamente più sensibili ma, quando si esce nello specifico, mostrano idee piuttosto confuse. È il quadro che emerge dalla ricerca su La gestione del rischio nella percezione delle medie aziende e della popolazione, condotta da Eumetra Monterosa e promossa da Anra (Associazione nazionale dei risk manager e responsabili assicurazioni aziendali) e Strategica group, società di consulenza in risk management.

A convegno

Lo studio, che Corriere Economia anticipa in esclusiva, sarà presentato al convegno annuale di Anra, suEnterprise risk management: per capire, governare e decidere, che si apre domani a Milano. «La ricerca è stata condotta fra giugno e luglio, prima del terremoto che ad agosto ha colpito il Centro Italia — spiega Renato Mannheimer, partner di Eumetra Monterosa —. In questi giorni stiamo facendo un aggiornamento per verificare come quest’evento può avere modificato la percezione del rischio nelle aziende. Sono state intervistate 800 persone, con un campione rappresentativo dell’intera popolazione per sesso, età, ampiezza del comune e area di residenza. La ricerca sulle aziende è stata condotta sentendo cento imprese con un fatturato inferiore a trecento milioni di euro».

Secondo il 41% degli intervistati, i rischi «fanno parte della vita ed è inutile pensarci»; per il 59%, invece, sono «una cosa importante cui prestare attenzione». Il campione è spaccato in due per quanto riguarda il ricorso alle polizze assicurative per difendersi dai rischi. Per il 48% è inutile «spendere soldi in assicurazioni, tanto quello che deve capitare capita». Per il 52%, al contrario, «è bene assicurarsi più che possibile per non dover pagare di più nel caso il rischio si realizzi».

Quest’ultimo gruppo, sottolinea Alessandro De Felice, presidente di Anra, «è costituito in maggioranza da donne, persone con titolo di studio alto, lavoratori in proprio e con le professioni più remunerative, contrariamente a quanto ci si sarebbe potuto aspettare. Inoltre, la percentuale di fatalisti è più bassa fra gli abitanti delle regioni meridionali e delle isole».

Gli italiani sono preoccupati in primo luogo dalla malattia: l’83% degli intervistati ritiene molto o abbastanza probabile che possa capitare a una famiglia come la propria. Seguono la perdita del potere d’acquisto (73%), il decesso (72%), un incidente con il 71%, l’insufficienza della pensione con il 62% e il furto con il 61%.

Visioni

Fra le medie aziende la sensibilità verso il risk management è ovviamente maggiore. Secondo il sondaggio di Eumetra Monterosa, l’84% del campione ha instaurato una politica consapevole di gestione dei rischi: da molto tempo, 56% dei casi, solo di recente, 24%, sì ma in modo organico, secondo il 4% delle risposte. «La classifica dei rischi per cui questa strategia viene ipotizzata vede al primo posto i danni materiali diretti ai beni aziendali — dice De Felice — seguita dall’Rc e dalla continuità del business, entrambe con il 43% delle risposte. Gli eventi naturali catastrofali sono all’ultimo posto con il 2% delle risposte; molto probabilmente, la sensibilità verso questi ultimi è aumentata in modo significativo dopo il terremoto».

Secondo il 90% delle aziende intervistate, i rischi sono aumentati dopo la crisi internazionale innescata nel 2008 dal crollo di Lehman Brothers. Due aziende su tre dedicano, anche se in modo non esclusivo, al risk management una risorsa interna: nel 55% dei casi è l’ufficio legale, una struttura, quindi, dotata di altre competenze; il 31% del campione utilizza in modo massiccio le coperture assicurative e nel 64% dei casi è «abbastanza» soddisfatto delle consulenze offerte dagli assicuratori.

Sensibilità

«Negli ultimi anni la sensibilità verso il risk management è indubbiamente aumentata — sottolinea il presidente di Anra — tanto è vero che negli ultimi due anni l’associazione ha triplicato gli iscritti: che, a differenza di quanto avveniva in passato non rappresentano più quasi esclusivamente grandi imprese multinazionali».

«Anche in questo settore, il mercato assicurativo si basa sull’offerta — conclude Enrico Guarnerio, amministratore delegato di Strategica group — e la competizione fra intermediari e compagnie si gioca quasi esclusivamente sul prezzo. Le aziende sono confuse su cosa in concreto significhi gestione dei rischi. Dicono di temere gli eventi che colpiscono la continuità del business, ma è assolutamente bassissima la percentuale di quelle che si assicurano contro i danni indiretti che derivano dall’interruzione dell’attività».

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.