Opinione della Settimana

Arca, nel settore vita cresce la raccolta premi

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(di Alessandro Azzoni – L’Arena)

L’anno scorso volumi pari a 1,61 miliardi con un incremento del 23%. Il ramo danni invece è «tiepido»: 102,9 milioni con utile in calo

Raccolta premi in accelerazione nel settore vita, stabile nel danni. Prosegue la crescita di Arca, compagnia di assicurazioni specializzata nella bancassicurazione e controllata dal gruppo Unipol. Arca Vita, compagnia di Arca dedicata al ramo vita primo, ha archiviato un 2015 in crescita e ha da poco presentato una semestrale altrettanto incoraggiante sotto il profilo della raccolta premi. Ancora tiepido, invece, il fronte del ramo danni curato da Arca Assicurazioni, compagnia di Arca attiva in questo ramo.

«L’incremento più grande arriva proprio dalla raccolta premi del settore vita», spiega l’ad Federico Corradini (nella foto); «in un contesto finanziario caratterizzato da rendimenti sotto l’1%, e da mercati azionari al palo o in perdita, la crescita in questo ramo è notevole. Del resto il risparmiatore vede nelle polizze vita uno dei modi per dare al proprio capitale la maggiore remunerazione possibile».

Arca Vita. La prima delle due compagnie di Arca, totalmente dedicata al settore vita, continua a crescere. Nel 2015 la raccolta premi ha raggiunto 1,61 miliardi contro gli 1,26 del 2014, con un +28,3%. «Se includiamo anche la raccolta di Arca Vita International, il totale complessivo sale a 1,94 miliardi, con un +46% annuo», spiega Marco Casu, direttore generale. Meno soddisfacente l’utile, indebolito dal contesto finanziario e dalle relative minusvalenze che deprimono l’ultima riga del bilancio. L’utile netto 2015 è sceso a 26,4 milioni contro i 57,8 del 2014.

«La crescita della raccolta non si è fermata nemmeno nella prima metà del 2016», prosegue Casu. «Nel semestre i premi vita sono saliti a 1,36 miliardi contro 1,11 raccolti al 30 giugno 2015, con un +23%. Il dato include la raccolta di Arca Vita International, società dublinese controllata al 100% e attiva nei prodotti di fascia private».

«I mercati però non ci aiutano ancora; siamo comunque in utile, grazie soprattutto al buon andamento dell’attività caratteristica», aggiunge Corradini confrontando l’utile semestrale di 2,3 milioni contro i circa 3 del semestre 2015. «E’ un dato fortemente condizionato dal cattivo contesto dei mercati, tuttora depressi datassi ai minimi storici, se non addirittura negativi. Ma è anche vero», puntualizza Casu, «che dal 2012 al 2015 abbiamo fatto utili per 260 milioni, 214 dei quali distribuiti ai soci come dividendi». «Chi ha investito in Arca ha fatto un buon affare», aggiunge Corradini.

Sul fronte patrimoniale Casu osserva l’indice di solvibilità alla luce della nuova normativa di Solvency II. A fine giugno era 1,86 rispetto a 1,31 a fine 2015 grazie ad azioni sul portafoglio mirate ad azzerare i rendimenti minimi garantiti e a orientare la vendita delle polizze verso prodotti che comportano minore assorbimento di capitale. La compagnia è stata insignita a maggio del Premio alle compagnie di valore grazie al primo posto raggiunto nella classifica del Superindice Lombard, indicatore che premia la redditività delle compagnie italiane in base a efficienza operativa e solidità patrimoniale.

Arca Assicurazioni. Non altrettanto incoraggiante è il fronte della raccolta nel ramo danni. Nel 2015 Arca Assicurazioni, la compagnia di Arca dedicata al settore danni, ha incassato premi per 102,9 milioni contro i 102,6 milioni del 2014, pur mettendo a segno un utile di 22,8 milioni, in leggero calo rispetto ai 27 del 2014. Anche nella prima metà del 2016 la società ha mostrato un andamento stabile nei premi incassati (54,3 milioni) rispetto al primo semestre del 2015. Il semestre ha chiuso comunque con un utile di 11,6 contro i 10,5 del 2015.

«Va ricordato che i prodotti Arca sono distribuiti solo dalle filiali bancarie», precisa Corradini, osservando che le polizze danni possiedono una logica diversa dal tradizionale business bancario, molto più vicino al settore vita. «A frenare la raccolta è soprattutto l’Rc auto. Escludendola, la raccolta non auto risulta in crescita di oltre il 5%. La compagnia danni mantiene comunque uno straordinario indice combined ratio che a metà 2016 era sceso al 68,8%, in calo rispetto al già ottimo 73,1 di giugno 2015, tra i migliori di un mercato mediamente sopra il 90%. Significa che per ogni 100 euro incassati ne spendiamo poco meno di 69 fra liquidazione dei sinistri e costi: il resto è utile. Non indifferente anche l’indice Solvency ratio della compagnia, pari al 2,49%».

Corradini osserva infine con soddisfazione il positivo aumento dell’organico aziendale, salito a 340 unità dalle 330 del 2015 ma soprattutto dalle 291 del 2010.

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