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Ricerca Zurich: Perdita del reddito da lavoro, un rischio che i Governi faticano a fronteggiare

Assicurazioni - Protezione (2) Imc

Seconda parte della ricerca internazionale sulla Protezione Individuale del Reddito (IPG) curata dal colosso assicurativo elvetico in collaborazione con Smith School of Enterprise and Environment – Oxford University (SSEE). Il rischio della perdita del reddito da lavoro è caratterizzato da forti impatti economico-sociali, a cui i Governi, sempre più sotto pressione, non riescono a far fronte. Gli individui con redditi medi sono la classe più a rischio: le politiche di welfare dei Governi sono rivolte sempre più alle categorie più deboli, che hanno redditi più bassi. L’invecchiamento della popolazione, contratti di lavoro sempre più flessibili e l’aumento del numero di persone con disabilità fanno crescere il bisogno di sistemi a protezione del reddito personale. La protezione individuale del reddito rappresenta quindi “una sfida globale che può essere affrontata solo attraverso un impegno congiunto tra Stati, Governi, Autorità, aziende, individui e compagnie di assicurazione”

Zurich Insurance Group, in collaborazione con la Smith School of Enterprise and Environment dell’Università di Oxford (SSEE), ha pubblicato i risultati della seconda parte della ricerca internazionale sul rischio di perdita del reddito, un fenomeno che rappresenta – qualora si verifichino condizioni di disabilità o l’insorgere di gravi malattie – una delle sfide più urgenti del nostro tempo, sia nelle economie sviluppate, sia in quelle emergenti.

Per le famiglie, sottolinea Zurich, una sopravvenuta disabilità può avere un effetto devastante sul bilancio familiare, ma il fenomeno può avere gravi ripercussioni economiche e sociali su un intero Paese, minando la produttività aziendale e deteriorando le politiche di tutela sociale.

L’invecchiamento della popolazione, un mercato del lavoro caratterizzato da forme contrattuali sempre più flessibili, l’aumento del numero di persone con disabilità e sistemi di welfare pubblici sotto pressione, fanno aumentare sempre più il bisogno di strumenti a protezione del reddito personale.

Come viene evidenziato nell’istogramma riportato di seguito, il campione di intervistati è pessimista riguardo a possibili aiuti da parte dello Stato: in particolare non vi sono Paesi in cui si ritiene che i contributi statali possano aumentare nei prossimi cinque anni; mentre in molti casi si rileva piuttosto una diminuzione degli stessi.

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Dall’analisi di Zurich si riscontra inoltre una domanda non soddisfatta di protezione assicurativa sul reddito. Il 52% degli intervistati che non ha sottoscritto una copertura è effettivamente interessato all’acquisto di un prodotto assicurativo che tuteli il proprio reddito. Tra gli Stati che hanno partecipato all’analisi si notano sostanziali differenze.

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Secondo quanto emerge ancora dalla ricerca, l’esperienza gioca un ruolo determinante. Aver vissuto in prima persona o indirettamente l’esperienza di una perdita di reddito è cruciale nella decisione di attivare una forma di protezione. Ad una solida educazione finanziaria non è infatti connessa una maggiore attenzione al fenomeno. Secondo Zurich, potrebbe essere interessante indagare quanto la decisione di acquisto di un prodotto assicurativo sul reddito venga influenzata da esperienze, anche virtuali, vissute attraverso strumenti tecnologici. Nell’istogramma che segue si rilevano le motivazioni alla base di una perdita di reddito. In Italia si riscontra che la causa più frequente è il congedo di maternità, seguito dalla necessità di prestare cura a familiari.

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La ragione principale alla base di una mancata protezione rimane quella del costo, percepito, erroneamente, come troppo alto. In realtà, in media, gli intervistati sono disposti a pagare il 5% del proprio reddito mensile. Una somma nettamente superiore al costo di un prodotto assicurativo a protezione del reddito.

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Esistono ancora gap di genere in circa metà dei Paesi intervistati e soprattutto negli Stati in cui la domanda di protezione del reddito è più bassa. In media quasi un terzo degli intervistati possiedono già una forma di copertura. Gli uomini si assicurano mediamente di più e nelle famiglie chi si assicura è solo il lavoratore da cui dipende il reddito familiare.

I lavoratori full time si assicurano molto più frequentemente. Con l’aumento di forme contrattuali occasionali e a tempo determinato, aumenta il numero dei lavoratori esposti al rischio di perdere il proprio reddito.

Esiste un ampio consenso, infine, verso misure di welfare aziendale. I datori di lavoro potrebbero utilizzare i benefit aziendali come una leva per attrarre talenti e nello stesso tempo aiutare i dipendenti a colmare gap di reddito.

Intermedia Channel


Ricerca Zurich Insurance Group / SSEE – Risk Nexus – Understanding income protection gaps: awareness, behavior, choices (in inglese)


* Metodologia: Per indagare a fondo la posizione degli individui di fronte ad un sistema di protezione del reddito, Zurich, in collaborazione con Smith School of Enterprise and Environment – Oxford University (SSEE) hanno analizzato i comportamenti di un campione di oltre 11.000 individui in 11 Paesi nel mondo (Australia, Brasile, Emirati Arabi, Germania, Hong Kong, Italia, Malesia, Messico, Spagna, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti). I risultati di questa seconda fase dell’analisi sono parte di un progetto di ricerca iniziato nel 2015, il cui obiettivo è lo studio del gap di reddito al fine di aumentare la consapevolezza del bisogno di misure personali contro la perdita di reddito e fornire linee guida e indicazioni che possano aiutare a risolvere il problema

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