Opinione della Settimana

Sicurezza sul lavoro, da valutare anche i rischi ambientali e geopolitici all’estero

Rischi geopolitici - Mappamondo Imc

(di Luigi Caiazza e Roberto Caiazza – Il Sole 24 Ore)

Per la salute e sicurezza dei dipendenti. L’azienda deve tener conto dei pericoli legati alle caratteristiche del Paese straniero in cui sono chiamati a operare i lavoratori

Nella valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve comprendere la situazione ambientale e di sicurezza intesa anche come security, legata a eventi di natura geopolitica, atti criminali di terzi, belligeranza e, più in generale, tutti quei fattori potenzialmente pericolosi per l’integrità psicofisica dei dipendenti, in particolare in Paesi esteri. Questa l’indicazione fornita dalla commissione per gli interpelli del ministero del Lavoro.

Con l’interpello 11/2016, la commissione ha richiamato l’articolo 2087 del codice civile che fa obbligo al datore di lavoro di adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, le esperienze e la tecnica sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei dipendenti, principio poi trasfuso nell’articolo 18 del testo unico.

Da ciò ne deriva che il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare tutti i rischi finalizzati alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, compresi quindi quelli riguardanti il personale esposto a condizioni particolari. Tra tali rischi devono intendersi anche quelli ambientali, potenziali e peculiari, legati alle caratteristiche del Paese in cui la prestazione lavorativa deve essere eseguita, quali, per esempio, i cosiddetti “rischi generici aggravati”, legati alla situazione geopolitica del Paese (guerre civili, attentati, eccetera) e alle condizioni sanitarie del contesto geografico di riferimento che abbiano la ragionevole concreta possibilità di manifestarsi in correlazione all’attività lavorativa svolta.

Con l’interpello 14/2016, invece, la commissione ha ritenuto che le visite mediche preventive e periodiche, secondo quanto stabilito dall’articolo 41, comma 4, del testo unico, devono essere effettuate a cura e spese del datore di lavoro e comprendono gli esami clinici, biologici e indagini diagnostiche mirate al rischio, ritenuti necessari dal medico competente. Più in generale, l’articolo 15 prevede anche che le misure per garantire la sicurezza, l’igiene e la salute non devono in nessun caso determinare oneri finanziari per i lavoratori. Quindi i costi relativi agli accertamenti sanitari devono essere gratuiti per il dipendente e il tempo impiegato, compreso lo spostamento, deve essere considerato orario di lavoro.

Con l’interpello 16/2016 la Commissione ha ritenuto che in tutte le aziende, o unità produttive, comprese quelle all’interno delle quali operino esclusivamente soci lavoratori, qualora non si proceda alle relative elezioni, le funzioni di Rls debbono essere esercitate dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (Rlst) o di quello per sito produttivo. Pertanto, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rsl) che sia eletto o designato (a seconda delle ipotesi previste dal testo unico) deve essere presente in tutte le aziende, anche se per quelle minori può essere individuato in quello territoriale (Rslt). È ininfluente, quindi, la presenza di lavoratori dipendenti nella società, atteso che l’articolo 2 del testo unico equipara al “lavoratore” il socio lavoratore di una cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto della società e dell’ente stesso.

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