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Io&irischi, nuovo percorso educativo per gli studenti delle scuole superiori

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In occasione dell’avvio dell’anno scolastico 2016/17, il Forum ANIA-Consumatori ha presentato un nuovo progetto di educazione assicurativa per gli studenti delle scuole superiori. Questo percorso educativo, intitolato Io&irischi teens basic e realizzato in collaborazione con lo SPAEE (Servizio di Psicologia dell’Apprendimento e dell’Educazione in Età Evolutiva) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, affronta i temi della gestione del rischio e della pianificazione con una valenza didattica di orientamento e un approccio operativo.

L’obiettivo della nuova proposta – che va a integrare la già esistente offerta educativa Io&irischi per le scuole – “è fornire uno strumento di facile fruibilità e immediata spendibilità per gli studenti degli ultimi anni delle superiori, che si avvicinano a decisioni determinanti per il loro futuro”. I ragazzi vengono infatti guidati ad analizzare il ruolo del rischio nella vita, le strategie per prevenirlo, ridurlo o trasferirlo in funzione dei propri obiettivi, applicando queste riflessioni nelle scelte che li aspettano dopo il diploma.

Il percorso – si legge in una nota – è accompagnato da un progetto di ricerca a cura dello SPAEE che prevede la somministrazione di questionari anonimi agli studenti, volti a rilevare gli atteggiamenti, le credenze e le rappresentazioni che hanno sviluppato in relazione al rischio e ad altri costrutti ad esso correlati. La ricerca viene integrata da un’indagine qualitativa, che prevede focus group in un numero selezionato di classi partecipanti, finalizzata a far emergere le competenze raggiunte dagli studenti.

Attraverso questi strumenti, il Forum ANIA-Consumatori e l’Università Cattolica “intendono verificare l’efficacia del percorso didattico indagando alcuni aspetti chiave, quali l’atteggiamento dei giovani nella valutazione della variabile rischio (sottostima o sovrastima) e nei processi di scelta in condizioni di incertezza”.

“Si tratta di elementi fondamentali – conclude la nota – per comprendere a fondo i meccanismi cognitivi ed emotivi che i giovani metto-no in atto nei confronti nella costruzione del loro futuro, grazie ai quali studiare interventi educativi sempre più idonei a rendere le nuove generazioni informate e consapevoli e, di conseguenza, sempre meno vulnerabili nei confronti del rischio”.

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