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Indagine Osborne Clarke, i consumatori europei sono sempre più connessi

Internet of Things - Connected Insurance (Immagine Jack Moreh - Freerange Stock) Imc

Secondo la ricerca realizzata dallo studio legale, gli italiani si confermano fra quelli che hanno maggiore dimestichezza con le nuove realtà del mondo digitale. Il 58% dei nostri concittadini dichiara di preferire un consulto medico virtuale rispetto a uno reale ed il 66 % si dichiara disponibile a condividere le informazioni circa le proprie abitudini di acquisto ma si aspetta di avere qualcosa in cambio. Il 67% vede con favore l’utilizzo di droni ed il 54% si dichiara favorevole all’utilizzo di auto senza guidatore per la consegna degli ordini effettuati in rete. In Italia si registra la percentuale più elevata di utilizzatori di fitness e health tracker (55%)

I consumatori europei sono sempre più connessi e gli italiani non fanno eccezione. E’ quanto emerge dall’indagine The European Connected Consumer: a life online realizzata dallo studio legale Osborne Clarke che analizza il comportamento dei consumatori di alcuni dei principali paesi europei, fra cui l’Italia, in tre distinti settori: l’utilizzo dei nuovi dispositivi mobili e l’impatto che hanno nella vita di tutti i giorni; l’utilizzo dei sistemi di pagamento online e mobili; in generale l’impatto che le nuova tecnologie possono avere nella vita di tutti i giorni.

L’Italia è il paese con la percentuale più alta (55% a fronte del 41% della media europea) di intervistati che dichiara di utilizzare dispositivi quali fitness e health tracker. Il 58% degli intervistati valuta con favore la possibilità che le informazioni generate siano utilizzate per ottenere un consulto medico virtuale al posto di uno reale (anche in questo caso si tratta della percentuale più alta a livello europeo), a fronte di un 48% che manifesta preoccupazione circa la possibilità che le informazioni personali possono essere condivise con soggetti di altri paesi. La ragione principale che spinge gli italiani a guardare con favore al ricorso al medico virtuale è la possibilità di avere un accesso più rapido a un professionista (73%)

“Non sorprende il dato relativo ai consumatori italiani – spiega Edoardo Tedeschi, partner di Osborne Clake e Head of Digital Business – che da tempo ormai sono fra i più attratti dall’utilizzo delle nuove tecnologie che possano essere di aiuto nel migliorare la propria salute e lo svoglimento di attività fisica, anche attraverso il ricorso a medici virtuali”.

Gli utenti italiani sono anche quelli che in percentuale più alta si dichiarano a proprio agio nel condividere informazioni personali quando effettuano acquisti online (nome, indirizzo, email, numero telefonico, data di nascita). Il 66% dei nostri connazionali afferma di non avere problemi a fronte di una media europea del 53%. Italiani disponibili a condividere le proprie informazioni personali ma a patto di ricevere qualcosa in cambio, come offerte o raccomandazioni di acquisto personalizzate basate sulla propria esperienza di acquisto. Solo in materia di pagamenti gli italiani si dimostrano essere i più riluttanti all’utilizzo di nuove tecnologie contactless: solo il 26%, percentuale più bassa fra quella dei paesi presi in esame, dichiara di averla utilizzate negli ultimi tre mesi; il 44% del campione anzi risponde di non aver mai utilizzato una app per pagare acquisti.

Il favore con cui gli italiani guardano all’utilizzo delle nuove tecnologie è confermato anche dalla percentuale particolarmente elevata (70%) di acquirenti favorevoli a utilizzare una fitting room virtuale che suggerisca abbinamenti di colori e modelli diversi quando si effettuano prove in un negozio. In Italia, infine, anche le percentuali più elevate di chi vedrebbe con favore per la consegna delle merci l’utilizzo di droni (67%) o il ricorso a veicoli senza autista (54%).

“L’interesse che i consumatori in generale e gli italiani in particolare hanno manifestato nei confronti delle nuove tecnologie è anche confermato dal boom dell’ecommerce – prosegue Tedeschi –. In generale tutte queste nuove tecnologie sono pensate per migliorare la vita di tutti i giorni ma non sono esenti da possibili insidie o rischi causati anche da possibili hacker attack. Il tema della privacy e della gestione dei dati è certamente fra quelli più dibattuti unitamente alla problematica legata alle tecnologie di automazione dell’execution contrattuale (vedi blockchain). E’ quindi necessario mettere a punto strumenti di protezione adeguati che tutelino il consumatore sotto ogni aspetto”.

Tra le altre evidenze emerse dal report relative all’Italia:

  • Il 37% degli italiani effettua la maggioranza dei propri acquisti online (percentuale più alta fra i paesi presi in esame);
  • Il 63% dei consumatori è disponibile all’utilizzo di tecnologie interattive per gli acquisti in-store.

L’indagine ha interessato 7.000 consumatori di sette differenti paesi europei: Regno Unito, Germania, Spagna, Italia, Francia, Belgio e Paesi Bassi.

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