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Previdenza complementare, Espero e Perseo Sirio presentano la guida per il pubblico impiego

Calcolo - Previdenza Imc

Per i due fondi pensione dei dipendenti della Scuola, della Pubblica Amministrazione e della Sanità si tratta della valorizzazione “di un diritto contrattuale: un investimento necessario – con bassi costi e alto rendimento – per integrare la pensione pubblica e garantirsi una sicurezza per il futuro post-lavorativo”

“Nel processo di riforma del sistema pensionistico, che ha visto il definitivo passaggio al sistema contributivo, la previdenza complementare appare come uno degli strumenti più importanti per assicurare ai lavoratori una maggiore serenità negli anni della pensione”. Con questa dichiarazione di Maria Anna Madia, Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, si apreLa mia scelta previdente – Guida alla pianificazione della pensione nel pubblico impiego, realizzata da Espero e Perseo Sirio (i due fondi pensione dei dipendenti della Scuola, della Pubblica Amministrazione e della Sanità) e disponibile gratuitamente online sul sito http://www.sceltaprevidente.it/.

La guida è stata presentata nella giornata di ieri a Palazzo Montecitorio nel corso di un Convegno al quale hanno partecipato, tra gli altri, Marina Sereni (vicepresidente Camera dei Deputati), Cesare Damiano (presidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati), Stefano Patriarca (Nucleo Tecnico per il Coordinamento della Politica Economica), Francesco Massicci (commissario Covip), Sergio Gasparrini (presidente Aran), Wladimiro Boccali (presidente Fondo Perseo Sirio) e Roberto Natoli (presidente Fondo Espero).

Dai dati di una recente indagine condotta dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione – hanno spiegato i promotori dell’iniziativa – quasi il 90% dei lavoratori intervistati che hanno aderito ai fondi pensione, si dichiarano soddisfatti della scelta fatta. Questo tuttavia “stride con il relativamente basso tasso di adesione alla previdenza complementare, potendo dedurre che il problema più grande, soprattutto per i fondi pensione negoziali che non dispongono di reti di vendita come gli operatori di mercato, è il cosiddetto “gap informativo”, ovvero la difficoltà di informare e, di conseguenza, avvicinare i lavoratori alla previdenza complementare”.

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