Opinione della Settimana

Ddl di bilancio, premio di risultato più ricco con la previdenza

Produttività Imc

(di Nevio Bianchi e Barbara Massara – Quotidiano del Lavoro)

Gli effetti della manovra con la chance di trasformare il salario di produttività in versamenti alla pensione integrativa. Da gennaio deducibili anche gli importi oltre il massimale ordinario di 5.164,57 euro. Possibile superare i tetti ordinari di deducibilità anche nel caso di conversione delle somme in assistenza sanitaria integrativa o azioni

La possibilità di sforare il limite di deducibilità della contribuzione ai fondi pensione è tra le novità più interessanti previste in materia di detassazione dal disegno di legge di Bilancio 2017.

Con questa previsione si incentiva il lavoratore a scegliere di convertire il premio di risultato in versamenti integrativi alla previdenza complementare, beneficiando dell’esclusione dalla tassazione anche in caso di superamento del tetto massimo annuo di 5.164,57 euro (a cui non concorre l’eventuale Tfr destinato alla pensione integrativa). Infatti, a fronte dell’accantonamento al fondo di un importo pari al valore del premio convertito, il dipendente non subirà imposizione sulla contribuzione aggiuntiva versata a patto che l’accordo collettivo che disciplina il premio di produttività espressamente preveda la possibilità di conversione totale o parziale dello stesso in versamenti alla previdenza complementare.

Gli effetti del rafforzato vantaggio fiscale saranno quindi percepiti da quei lavoratori che già versano somme importanti alla previdenza complementare e che con l’innalzamento del limite reddituale da 50.000 a 80.000 euro dal prossimo anno potrebbero essere interessati dalla detassazione.

Rimangono, invece, dubbi interpretativi, sulla modifica normativa che prevede che i contributi corrispondenti al premio convertito «non concorrono a formare la parte imponibile delle prestazioni pensionistiche complementari ai fini delle previsioni dell’articolo 11, comma 6, del Dlgs n. 252/2005».

Equivalente vantaggio fiscale, e cioè la possibilità di superare i tetti di deducibilità previsti dall’articolo 51 del Tuir, il Ddl di Bilancio lo riserva al caso in cui il lavoratore opti per la conversione del premio in contributi di assistenza sanitaria integrativa (il limite ordinario è di 3.615,20 euro) o in azioni (il cui limite ordinario è di 2.065,83 euro).

Nel primo esempio riportato in calce all’articolo si evidenzia il risparmio contributivo e fiscale che il dipendente (ma anche in parte l’azienda) avrebbe in caso di scelta in favore della contribuzione al fondo pensione. Il caso ipotizzato è quello di un lavoratore che riceve un premio di risultato di 2.000 euro e, sempre nello stesso anno, ha versato 4.000 euro di contributi alla previdenza complementare.

Fino a quest’anno, il lavoratore, dovendo tener conto del limite massimo di 5.164,57 euro di deducibilità fiscale dei contributo al fondo pensione, può scegliere se convertire il premio in misura parziale e monetizzare la parte residuale (ipotesi A) o scegliere la conversione in misura totale (ipotesi B).

La sua scelta dipenderà ovviamente dalle sue esigenze (monetarie o di risparmio, e dalla sua preferenze relative alle modalità di risparmio), ma anche dai diversi prelievi fiscali e contributivi.

A causa del superamento del limite di deducibilità fiscale annuo, è evidente come la soluzione A sia per il lavoratore più favorevole, in quanto non solo riceverà parte del premio in denaro, ma comunque subirà un prelievo fiscale e contributivo (di complessivi 154,90 euro) inferiore rispetto a quello subito nella ipotesi B di conversione totale (pari a 317,46 euro e corrispondente alla tassazione ordinaria con aliquota marginale stimata del 38%, calcolata sulla quota eccedente i 5.164,57 euro).

La nuova previsione contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2017, a cui fa riferimento l’ipotesi C, comporta un evidente vantaggio fiscale per il lavoratore che non subisce alcuna forma di prelievo, né fiscale né contributivo e che quindi potrà accantonare al proprio fondo pensione un importo netto di 2.000 euro, corrispondente al valore lordo del premio convertito. La scelta in favore della conversione del premio in versamenti alla previdenza complementare produrrà un effetto positivo anche per il datore di lavoro, che vedrà ridursi il proprio onere contributivo dal 30% circa (contribuzione ordinaria Inps) al 10% (pari al contributo di solidarietà dovuto su tutte le somme versate al fondo pensione).

Nel secondo esempio si evidenza, invece, come la combinazione delle due modifiche previste dal Ddl di Bilancio, e cioè la possibilità di convertire in esenzione di imposta oltre il tetto massimo annuo di 5.164,57 euro e l’elevazione a 3.000 euro dell’importo del premio detassato (rispetto ai 2.000 euro ammessi fino a quest’anno), producono risultati ancora più favorevoli per i lavoratori coinvolti.


Esempi di calcolo

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