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Censis e Forum ANIA-Consumatori, più trasparenza per un welfare equo e sostenibile

Welfare - Terzo settore - Condivisione Imc

Il 58% degli italiani è convinto che molti dei tagli nel welfare siano stati utili per colpire sperperi e inefficienze. Ma per il 71% ci sono ancora troppi sprechi nella sanità. 13,5 milioni di nostri concittadini hanno saltato le liste d’attesa grazie a conoscenze e raccomandazioni

I dati dell’ultimo paper realizzato dal Censis in collaborazione con il Forum Ania-Consumatori«La forza della trasparenza per il welfare italiano» – dicono che gli italiani considerano essenziale il welfare per la coesione sociale e lo sviluppo, ma le difficoltà economiche hanno modificato lo scenario e cambiato la percezione dei cittadini riguardo determinati aspetti della spesa sociale. Sono sempre meno tollerati inefficienze, sprechi, comportamenti opportunistici, tanto più in un ambito che dispone di risorse pubbliche sempre più scarse e dovrebbe garantire il massimo della trasparenza nell’utilizzo delle risorse.

I risultati della ricerca sono stati presentati nella giornata di ieri a Roma da Francesco Maietta (responsabile dell’Area Politiche sociali del Censis) e sono stati discussi da Giacomo Carbonari (Segretario Generale del Forum Ania-Consumatori), Luigi Di Falco (responsabile Vita e Welfare di Ania) e Antonio Longo (presidente del Movimento Difesa del Cittadino), con le conclusioni di Pier Ugo Andreini (presidente del Forum Ania-Consumatori) e Giuseppe De Rita (presidente del Censis).

Un welfare troppo generoso in passato. Tra i cittadini prevale l’opinione che in passato il welfare sia stato troppo generoso e che questo aspetto sia stato una delle cause della crisi (lo pensa il 50,6%). Anche per questo motivo il 58,1% dei cittadini è convinto che molti dei tagli finora operati nel welfare siano stati utili, colpendo sprechi e inefficienze. I cittadini esprimono pertanto consenso per una logica razionale della politica economica: sì ai tagli che sanno colpire sprechi e inefficienze, no ai tagli lineari, ciechi, indiscriminati.

La trasparenza contro sprechi, frodi e corruzione. Per il 71,4% degli italiani ci sono troppi sprechi in sanità, con il 19% convinto che alcuni accertamenti diagnostici e visite specialistiche a loro prescritti siano stati inutili. Il 71,3% ritiene ci siano sprechi nell’assistenza sociale (ad esempio, pensioni d’invalidità ingiustificate). L’86,8% conosce persone che godono di prestazioni a cui non hanno diritto. Per i curatori della ricerca è il quadro di un welfare in cui i cittadini «si arrangiano»: in un anno, 13,5 milioni di italiani dichiarano di aver saltato la lista di attesa ricorrendo a conoscenze, amicizie, raccomandazioni oppure facendo regali o pagando. Il quadro delineato mette in luce un sistema con evidenti elementi di opacità che favoriscono comportamenti opportunistici e l’uso inappropriato delle risorse. Per questo per la maggioranza degli italiani è urgente e necessaria la trasparenza nel welfare: l’81,5% dei cittadini valuta positivamente la possibilità di avere una comunicazione trasparente dei costi delle proprie prestazioni sanitarie. In particolare, il 34,8% motiva la necessità di una comunicazione trasparente con il fatto che in questo modo tutti si renderebbero conto dell’uso delle tasse e della spesa pubblica. Il 28,8% perché si potrebbero confrontare i costi di prestazioni uguali in strutture diverse, limitando gli sprechi. Il 17,9% perché si potrebbe confrontare il costo della prestazione con la qualità del servizio.

«Trasparenza significa chiarezza nei costi, nei ruoli e soprattutto nelle aspettative – ha affermato Andreini –. Il welfare è un patto sociale tra cittadini finalizzato a proteggere il proprio benessere e a tutelare il futuro proprio e spesso anche dei figli. Come tutti i patti, il principio di trasparenza nelle informazioni e di eticità nei comportamenti è fondamentale per il suo buon funzionamento. Assicuratori e consumatori del Forum auspicano un effettivo impegno delle istituzioni a fornire ai cittadini informazioni tempestive, complete, semplici e trasparenti in materia di welfare, a partire dalla previdenza pensionistica».

«Il welfare italiano è stato da sempre piattaforma di sicurezza per le famiglie, garantendo le spalle coperte. Questo il suo significato più importante e questa la sua principale funzione oggi – ha dichiarato De Rita –. Se le famiglie come soggetto di welfare garantiscono risposte mirate e quotidiane ai bisogni sociali, è importante metterle nelle condizioni di capire chi, dove, in che modo, con quali risorse possono sostenerle. La trasparenza nell’uso delle risorse non è una clava contro il welfare, ma uno strumento per renderlo migliore».

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