Opinione della Settimana

Medici, non sempre chi sbaglia pagherà

Medici - Assicurazione sanitaria Imc

(di Michele Bocci – la Repubblica)

La riforma oggi in Senato: freno alle denunce contro i camici bianchi, ma si potranno chiedere i danni alle Asl Via libera a risarcimenti più rapidi con la conciliazione e assicurazione obbligatoria per ospedali e Regioni

Un freno alle cause penali contro i medici, ma anche maggiori garanzie per chi subisce un danno e vuole un risarcimento rapido. Cambiano la responsabilità civile e penale per i casi di malasanità. La rivoluzione è scritta in un ddl che oggi sarà votato in Senato. La chiave della norma è l’articolo 6, con cui si scrive una nuova disciplina del codice penale: il medico del servizio pubblico che provoca un danno al paziente per imperizia, cioè per un errore nelle modalità in cui esegue la prestazione sanitaria, non può essere punito penalmente se ha rispettato le linee guida o, quando queste non ci sono, le “buone pratiche clinico assistenziali”. Il cittadino, in questo caso e in tutti gli altri in cui la punibilità c’è, può tentare un accordo stragiudizile per ottenere il risarcimento o avviare una causa civile, che in primo luogo riguarderà la struttura sanitaria dove il professionista lavora.

La filosofia della norma è quella di ridurre la pressione psicologica esercitata dalle querele ai professionisti, ma anche rendere anche più rapido il riconoscimento del danno alle vittime. A scriverla è stato il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli: «È stato un percorso duro, un’iniziativa parlamentare che ha avuto una grande condivisione nel sistema sanitario. Ho fatto 73 incontri in giro per l’Italia per illustrarla. In commissione sanità al Senato ha passato 300 emendamenti. Adesso è in aula e spero che vada velocemente alla Camera e sia approvata entro fine anno».

La legge esclude la punibilità per lesioni e omicidio colposi quando sono dovuti all’imperizia se sono state rispettato le linee guida scritte da società scientifiche e ministero. Resta invece la colpa negli altri casi indicati dalla legge, cioè negligenza e imprudenza. Inoltre il ddl cambia la responsabilità civile. Quella del medico del servizio pubblico diventa “extracontrattuale”, obbligando chi ha subito un danno in ospedale a dimostrare la colpa di chi l’ha curato, quella della struttura sanitaria resta invece “contrattuale”, e quindi in questo caso spetta all’ospedale o alla Asl provare di non avere responsabilità. Così si permette al cittadino di rifarsi prima di tutto sul soggetto economicamente più solido. Si cercano poi di abbreviare i tempi dei risarcimenti imponendo un tentativo di conciliazione. In più si obbligano le strutture sanitarie ad assicurarsi, con una compagnia o autonomamente come ormai succede in molte Regioni. Viene poi istituito un fondo di garanzia per i pazienti che si trovano di fronte a società fallite o non in grado di coprire il danno.

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