Opinione della Settimana

Le calamità pesano sul rating. Assicurarsi contro il rischio

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(di Enzo Boschi e Patrizia Feletig – Il Sole 24 Ore)

Le scelte degli altri Paesi: dalle polizze obbligatorie in Romania, alla California che invece opta per la discrezionalità

Il collegamento non è evidente, eppure tra sisma e rating esiste una correlazione. Infatti, nelle valutazioni il verificarsi di una calamità naturale eccezionale, di quelle che ricorrono ogni 200 anni per intenderci, può portare alla retrocessione di un gradino del rating paese. Purtroppo l’esposizione catastrofale del territorio nazionale è elevata. Negli ultimi 40 anni, sette dei 10 terremoti più costosi d’Europa si sono verificati in Italia. La predisposizione sismica si accompagna alla vulnerabilità del patrimonio edilizio per il 70% inadeguato in caso di scosse di media magnitudo.

La negligenza individuale sommata all’irresponsabilità di amministratori locali e condoni indiscriminati comporta ricostruzioni sempre più onerose per le casse statali. Già, perché alla precaria situazione morfologica si somma l’aggravante che risarcire costa sempre di più in quanto aumenta la ricchezza concentrata per metro quadrato. Pensate solo agli elettrodomestici e gadget digitali contenuti in un’abitazione moderna rispetto alle case dei nonni. O le fabbriche 4.0 rispetto alle industrie tradizionali. I costi di risarcimento seguono una parabola inarrestabile, insostenibile, alla lunga, per le casse pubbliche.

Una calamità fuori norma annienta non solo infrastrutture e paesaggi, ma l’impatto economico colpisce la resilienza del sistema paese: occupazione, crescita, sviluppo sociale. La logica vuole una gestione del rischio che combina prevenzione anti-sismica con copertura finanziaria-assicurativa. Chi dovrebbe risarcire, chi assumersi il rischio? Il mercato assicurativo privato, lo Stato, una combinazione dei due?

Gli schemi assicurativi catastrofali adottati all’estero spaziano dal regime obbligatorio applicato in Romania a quello semi-obbligatorio in California e Nuova Zelanda o quello volontario in Giappone, dove però vige l’obbligo per le compagnie di proporlo come polizza accessoria a quella per incendio. Nel Sol Levante i premi sono costruiti proporzionalmente al rischio e differenziati per zona, tipologia costruttiva e presenza di misure di riduzione del rischio. In Nuova Zelanda invece sono fondati sulla mutualità pura con premio indifferenziato per l’intero territorio con l’effetto di raggiungere una penetrazione del 90%.

Nella patria dei super vulcani più attivi, l’assicurazione contro le calamità naturali è commercializzata da compagnie private che trasferiscono il rischio al fondo statale Earthquake Commission applicando la tariffa più bassa al mondo: 15 centesimi per 100 dollari di copertura. In California dove si convive con pragmatico fatalismo al “Big One”, la copertura assicurativa è discrezionale. Come incentivo le condizioni vantaggiose della polizza standard della California Earthquake Authority nata nel 1996 come programma pubblico-privato di gestione e finanziamento del rischio.

Polizza obbligatoria in Turchia con premio proporzionale in base all’ubicazione e tipologia di costruzione. Attuato con il contributo della Banca Mondiale, il sistema prevede che lo stato turco non indennizzi ma intervenga come riassicuratore fino a un 1 miliardo di dollari. In Spagna dove assieme a tsunami, terremoti, meteorite, si è assicurati anche contro il terrorismo, il regime semi-obbligatorio è pubblico. Il Consorcio de Compensacion gestisce il rischio come un’assicurazione privata con l’intervento di fondi statali in caso di insufficienza dei mezzi.

Esemplare il modello francese: una partnership di compagnie private con il riassicuratore a capitale pubblico Caisse Centrale de Réassurance. È un regime semi-obbligatorio. La peculiarità è il suo approccio olistico. Il dispositivo di indennizzo si fonda sia sul principio della solidarietà che della responsabilità. I premi sono indifferenziati per tutto il territorio per limitare il fenomeno della sottoassicurazione nelle zone a rischio. L’assicurazione diventa anche un incentivo alla prevenzione. Il livello di franchigia varia a secondo se i comuni dove si trova la proprietà assicurata hanno adottato provvedimenti per ridurre la propria esposizione ai rischi naturali. Per esempio lavori di contenimento di corsi d’acqua, adeguamenti strutturali antisismici. Istituito nel 1982, il sistema ha una capacità illimitata e copre 90% degli immobili.

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