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Rami Danni, raccolta in calo dell’1,6% dopo i primi nove mesi del 2016

Raccolta premi - Distribuzione Imc

Alla fine del III trimestre 2016 i premi totali (imprese italiane e rappresentanze) del portafoglio diretto italiano sono stati pari a 25,5 miliardi di Euro. Alla diminuzione dei volumi ha contribuito il prolungarsi della flessione dei premi del settore Auto (-4,2% a 12,51 miliardi, diciassettesima variazione tendenziale negativa a livello trimestrale), solo in parte controbilanciato dalla crescita dei premi degli altri rami danni (+1,1% a 12,97 miliardi)

ANIA ha diffuso il rapporto aggiornato al terzo trimestre 2016 relativo ai premi totali del lavoro diretto italiano dei rami Danni. Alla rilevazione ha partecipato la quasi totalità delle imprese nazionali e 46 rappresentanze di imprese europee che, in termini di premi, rappresentano circa il 95% del totale (sono attualmente 76 quelle ammesse a operare in Italia in regime di stabilimento nel settore danni).

Relativamente alla totalità delle imprese (italiane, rappresentanze di imprese U.E. ed extra U.E.), i premi rilevati alla fine del III trimestre 2016 sono stati pari a 25,475 miliardi di Euro, in diminuzione dell’1,6% rispetto a fine settembre 2015. Il settore Auto ha contabilizzato 12,51 miliardi, in flessione del 4,2%. In particolare, il ramo Rc Autoveicoli terrestri, con una raccolta premi di 10,46 miliardi, risulta in calo del 5,9%. Come evidenzia l’Ufficio Studi ANIA, si tratta della diciassettesima variazione tendenziale negativa – a livello trimestrale – e di un trend che non si era mai registrato in questo ramo, per lo meno con diminuzioni percentuali così pronunciate e così prolungate. Dal settembre 2012 al settembre 2016 i premi contabilizzati sono diminuiti di oltre 3,3 miliardi (quasi il 25%).

Il calo dei premi del ramo Rc Auto, rileva ancora ANIA, “è conseguenza dell’accesa concorrenza fra le imprese, le quali in presenza di un risultato tecnico ancora positivo nel 2015, hanno potuto “riflettere” sui premi pagati dagli assicurati sconti significativi”. L’Ufficio Studi dell’associazione delle imprese assicurativa sottolinea tuttavia come il trend di riduzione dei premi medi abbia iniziato a rallentare già nel secondo trimestre dell’anno per effetto di un lieve peggioramento degli indicatori tecnici alla base del calcolo del fabbisogno tariffario; i dati Associativi mostrano infatti, a giugno 2016, una crescita di quasi il 2% della frequenza sinistri e un aumento del pagato medio dei sinistri dell’esercizio corrente del 2,4%.

Il ramo Corpi veicoli terrestri, con 2 miliardi di raccolta premi a fine settembre 2016, è invece risultato in aumento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2015, confermando i positivi risultati in termini di variazione percentuale dei premi registrati negli ultimi due anni (il trend è in leggera diminuzione, dopo il +6,3% registrato dopo il primo semestre 2016). Nel complesso, a fine settembre 2016 il ramo ha recuperato circa il 10% del proprio volume di affari dopo la riduzione di quasi il 30% registrata tra il 2008 e il 2014.

I premi contabilizzati degli altri rami danni, con un volume pari a 12,97 miliardi di Euro, sono risultati in crescita dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2015 (anche se a un tasso tendenziale di crescita inferiore a quello dei due trimestri precedenti). In particolare, i rami che risultano avere una crescita pari o superiore alla media sono stati: Tutela legale (271 milioni; +3,4%), Assistenza (512 milioni; +7,5%), Cauzione (380 milioni; +7,5%), Malattia (1,68 miliardi; +8,3%), Corpi veicoli aerei (28 milioni; +15,6%), Corpi veicoli ferroviari (7 milioni; +113,5%). Hanno invece registrato una diminuzione dei premi contabilizzati rispetto a settembre 2015 i rami Corpi veicoli marittimi (231 milioni; -1,1%), Rc generale (2,695 miliardi, -1,7%), Rc aeromobili (13 milioni, -3,9%), Merci trasportate (218 milioni; -4,4%) e Perdite pecuniarie (495 milioni, -8,1%).

Analizzando il dettaglio dei premi realizzati nel terzo trimestre 2016, risulta che nel ramo Rc Auto sono stati contabilizzati 3,11 miliardi di Euro (3,79 miliardi nel trimestre precedente), un risultato, al netto dell’effetto della stagionalità del ramo, che posiziona il terzo trimestre dell’anno corrente al valore più basso degli ultimi quattro anni. Nel ramo Corpi di veicoli terrestri si è registrato invece un incremento della raccolta (587 milioni) rispetto a quanto contabilizzato nello stesso trimestre dei tre anni precedenti (534 milioni nel terzo trimestre del 2013, 547 in quello del 2014 e 566 nello stesso periodo del 2015). Negli altri rami danni sono stati contabilizzati 3,65 miliardi, in lieve aumento rispetto al terzo trimestre del 2015. Nel complesso del settore danni, nel terzo trimestre 2016 si sono contabilizzati premi per 7,35 miliardi, il valore più basso tra quelli rilevati nel terzo trimestre di ciascun anno osservato.

Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E., a fine settembre sono stati contabilizzati 3 miliardi di premi, in diminuzione del 2,6% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2015. Il peso percentuale dei premi contabilizzati dalle rappresentanze di imprese europee rispetto al totale dei premi è stato dell’11,8%: in particolare, nel settore Auto il peso è stato del 4,7% mentre negli altri rami danni di circa il 19%. In alcuni rami la quota è stata superiore al 40%, come nei Corpi veicoli aerei (45,1%), nei rami R.C. Aeromobili (47,8%), Merci trasportate (45,6%), e nel ramo Credito dove l’incidenza di queste imprese è stata pari a circa l’85%.

Nel settore Auto si è registrata una contrazione dei premi pari al 2,7%; mentre il ramo Corpi veicoli terrestri registra un lieve incremento dei premi (+1% contro il +5,9% delle imprese nazionali), i premi del ramo Rc Auto hanno registrato una diminuzione (-3,9%) meno accentuata rispetto a quella registrata dalle imprese italiane (-6%). In diminuzione del 2,5% i restanti rami danni. Oltre che nel ramo Rc Auto e veicoli marittimi che, per queste rappresentanze costituisce il 15% del business danni complessivo, si registra una raccolta significativa nel ramo Rc Generale (28%), nel settore Credito e Cauzioni (14%) e nel ramo Infortuni (10%).

Analisi di dettaglio per canale distributivo e ramo

Il principale canale di distribuzione delle imprese italiane ed extra U.E. (in termini di quota di mercato) è risultato essere il canale agenziale (77,5%), in calo di due punti percentuali rispetto a quanto rilevato alla fine del III trimestre 2015 (79,5%). I rami nei quali il canale agenziale risulta mediamente più sviluppato sono: Rc Veicoli marittimi (93,9%), Rc Autoveicoli terrestri (86%), Altri danni ai beni (81,3%) e Rc Generale (81,8%). Volumi di business molto ridotti per gli agenti si riscontrano invece nei rami Corpi veicoli aerei (3%), Corpi veicoli marittimi (14,3%) e Rc Aeromobili (14,8%), rami nei quali è invece molto forte la presenza dei broker (con quote di mercato rispettivamente pari a 96,3%, 85,2% e 90,3%).

Sono proprio i broker a rappresentare il secondo canale di distribuzione dei premi danni con una quota pari all’8,2%. Oltre a quelli già menzionati, i rami in cui l’intermediazione dei broker è molto rilevante sono Malattia (19,8%), Corpi veicoli ferroviari (20,3%) e Merci trasportate (47,6%). L’Ufficio Studi ANIA evidenzia tuttavia come il peso dei broker sia sottostimato, in quanto non considera una quota importante di premi (stimata per il totale danni nel 2015 in 24,9 punti percentuali) che questi intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese. Assumendo che questa percentuale sia valida anche per il terzo trimestre 2016, la quota degli agenti per il totale settore danni scenderebbe al 52,6%, mentre quella dei broker salirebbe al 33,1%.

Gli sportelli bancari, con una quota di mercato del 5,7% (4,8% alla fine del III trimestre 2015), sono in aumento e sono stati maggiormente coinvolti nella commercializzazione dei premi nei rami Credito (38%) e Perdite pecuniarie (40,5%). Rivestono tuttavia un ruolo importante (e in crescita) anche nei rami Incendio (9,9%), Tutela legale (9,6%), Infortuni (10,2%), e Malattia (13,8%).

La vendita diretta nel suo complesso (Direzione, vendita telefonica e internet) a fine settembre 2016 registrava un’incidenza dell’8,4% (come a fine di settembre 2015). Facendo riferimento al dettaglio delle singole modalità di distribuzione della vendita diretta, a fine settembre 2016 le agenzie in economia pesavano per il 3,7% (era 3,4% nello stesso periodo del 2015), mentre il 3,3% è riconducibile canale internet (3,4 nel 2015); in particolare, l’utilizzo di internet è risultato stabile nel ramo Rc Autoveicoli terrestri, dove ha raggiunto il 5,7%. La vendita telefonica ha registrato una quota pari all’1,4% (1,6% a fine settembre 2015).

Relativamente alle rappresentanze di imprese U.E. i principali canali di distribuzione sono stati i broker – con una quota pari al 43,1% – e gli agenti, con una quota pari al 39,1%. Nel settore Auto è quello agenziale il canale distributivo più utilizzato dalle imprese – con una quota del 64,6% – mentre negli altri rami danni il canale di distribuzione prevalente è risultato essere quello dei broker (50,8%). Risultano in crescita, infine, il canale bancario (7,1%) e l’utilizzo di internet (2,5%).

Intermedia Channel


ANIA – Rilevazione trimestrale dei premi del portafoglio diretto italiano dei rami danni – III trimestre 2016

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