
Previste 18 donazioni – dai 5.000 ai 15.000 Euro – a favore delle organizzazioni non profit attive a livello delle comunità locali
Aviva, assicurazione tra i leader in Europa e presente in Italia dal 1921, punterà nuovamente sulla CSR con la seconda edizione del Community Fund. Dopo il successo della prima edizione – che ha visto oltre 550 candidature, più di 130.000 utenti registrati e più di 1.200.000 voti assegnati – il gruppo assicurativo dedica nuovamente un fondo benefico alle organizzazioni non profit di tutta Italia, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Saranno a disposizione 18 donazioni – con importi da 5.000, 7.500 o 15.000 Euro – per le associazioni che operano nel settore della salute, dell’infanzia e dei giovani o della riqualificazione del territorio a fini sociali.
Accedendo al sito www.avivacommunityfund.it – si legge in una nota – chiunque può candidare il progetto sostenuto dall’organizzazione che gli sta a cuore, specificando l’entità del contributo economico necessario al suo sostegno (fino a 5.000, 7.500 o 15.000 Euro). A partire dal prossimo 2 marzo sarà invece possibile accedere al sito per votare i progetti preferiti. Le 45 candidature con il maggior numero di voti accederanno alla fase finale: una giuria valuterà i progetti tenendo conto di diversi fattori, tra cui impatto sulla comunità, sostenibilità e originalità. I vincitori saranno annunciati il 10 maggio 2017.
“Lo straordinario successo della prima edizione dell’Aviva Community Fund – ha commentato Louis Roussille, Marketing, Communication and Digital Director di Aviva in Italia – ci ha mostrato i mille modi in cui gli italiani si mettono al servizio delle proprie comunità. La partecipazione appassionata ci sprona a cercare di fare sempre di più: abbiamo deciso di ripetere l’iniziativa, aumentando il valore totale dei finanziamenti a disposizione. Vogliamo offrire un contributo concreto a tutte quelle organizzazioni che, anche a fronte di scarsità di fondi, sviluppano progetti e servizi dedicati alla comunità in cui operano”.
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