(di Laura Lana – Il Giorno Sesto)
La vertenza partita dagli esuberi si chiude con un nuovo contratto integrativo
Dopo mesi di trattativa, i sindacati e i vertici di Direct Line hanno raggiunto un accordo. A renderlo noto è lo stesso colosso assicurativo, che lo scorso maggio aveva annunciato 200 licenziamenti. L’ipotesi di accordo sarebbe già stata infatti approvata dall’assemblea dei lavoratori, che nei mesi scorsi non si erano risparmiati scioperi, manifestazioni e presidi davanti ai cancelli di via Volta. “L’intesa è stata raggiunta grazie alla volontà, al lavoro e all’impegno di tutte le parti coinvolte: dipendenti, sindacati firmatari, Ania e azienda – ha spiegato la società assicurativa –. Tutti questi soggetti sono riusciti a concentrare gli sforzi al fine di raggiungere un risultato concreto e positivo”. Il percorso affrontato è stato “difficile”, ammette anche Direct Line, “ma il risultato raggiunto sarà un elemento distintivo sul mercato e la chiave di volta per il rilancio futuro della compagnia”.
L’accordo prevede il ricorso a “fungibilità e flessibilità” per assicurare l’implementazione di un modello assicurativo, che possa consentire di riposizionare l’azienda sul settore delle assicurazioni on line. Nell’intesa c’è anche l’applicazione del nuovo contratto integrativo aziendale, “che assicura ai lavoratori garanzie aggiuntive rispetto a quanto previsto dalla contrattazione del settore”, come annunciano i dirigenti in una nota. Nel momento di massima tensione dello scontro sindacale, Direct Line aveva dato disdetta degli istituti di secondo livello, come buoni pasto, permessi studio, provvigioni sulle assicurazioni chiuse.
In questi mesi, gli esuberi che erano stati annunciati dall’azienda si sono di fatto riassorbiti con il piano di incentivi all’esodo: già a fine ottobre erano state firmate 174 conciliazioni su base volontarie, annullando di fatto il “surplus” di personale. La società aveva poi iniziato un percorso di riqualificazione del profilo professionale di alcuni dipendenti, come la formazione sulla gestione dei sinistri, spostandoli ad altri settori o impiegandoli anche per altre aree: una politica di cambio di mansioni che era stata condannata dai sindacati e dalla Rsa, perché contro il contratto. La trattativa è stata lunga e tesa, anche perché si è sovrapposta a quella nazionale che ha visto il comparto impegnato nell’approvazione del nuovo contratto collettivo, che per alcuni versi secondo i rappresentanti dei lavoratori sarebbe stato anticipato da Direct Line con un ribasso rispetto alle precedenti condizioni dell’epoca pre-crisi di primavera.




