Nuovo piano sanitario integrativo per gli oltre 200.000 commercianti ed imprenditori del terziario aderenti alla Confederazione regionale (e per i loro nuclei familiari). In caso di ricovero, per il trattamento di terapie oncologiche, accertamenti diagnostici (PET, TAC, RMN, MOC, RX, etc.), per visite specialistiche, cure dentistiche, acquisto degli occhiali e prevenzione per il cuore ed i tumori, la nuova “mutua sanitaria integrativa” con circa 4000 strutture sanitarie convenzionate, entrerà in azione per coprire questi costi
La spesa sanitaria pubblica della Regione Veneto* è di circa 9 miliardi di Euro (l’8% della spesa sanitaria pubblica nazionale), mentre la spesa sanitaria pagata direttamente dai cittadini è pari a 3,5 miliardi (oltre il 10% di quella nazionale). Ogni cittadino della Regione – affermano in una nota congiunta RBM Assicurazione Salute e Confcommercio Veneto, che nella giornata di ieri hanno presentato il nuovo piano sanitario integrativo Sani.Insieme, dedicato agli oltre 200.000 commercianti ed imprenditori del terziario aderenti alla confederazione regionale (ed i loro nuclei familiari) – spende di tasca propria per le prestazioni sanitarie circa 700 Euro all’anno, quasi 30 Euro in più della media nazionale. Il Veneto, “pur potendo vantare uno dei migliori servizi sanitari regionali, applica ai cittadini (in aggiunta ad un prelievo fiscale pro capite di oltre 1890 Euro destinato alla sanità) il ticket medio più alto a livello nazionale per l’accesso alle cure ed ai farmaci”.
E, evidenziano la compagnia specializzata nell’assicurazione sanitaria e la sezione regionale della Confederazione, “se da un lato è indubbiamente vero che non è possibile fare una buona sanità senza finanziamenti adeguati, non si può sottovalutare che nell’ultimo anno oltre il 10%** dei Veneti (circa 492.759 persone, è stato costretto a rinunciare alle cure per motivi economici (il dato sale al 18% a livello nazionale, con punte del 32% nel Sud e nelle Isole)”.
“Con Sani.Insieme – spiega Marco Vecchietti, consigliere delegato di RBM Assicurazione Salute – i commercianti, gli imprenditori del terziario e le loro famiglie possono essere rimborsati delle spese sostenute, sia presso gli ospedali pubblici e le ASL sia presso le strutture sanitarie private. Si tratta di un’importante tutela sociale che va ad aggiungersi al servizio sanitario regionale e che costa solo 0,50 euro al giorno (più ulteriori 0,50 euro al giorno per estendere i piani sanitari anche ai propri familiari). Verrebbe da dire che costa meno di un caffè, e peraltro fa anche meglio, ma in questo caso bisogna invece sottolineare che è meno costoso di 3 ticket da pagare alla ASL e che attivandola li rimborsa pure al cittadino al 100%. E poi non dimentichiamoci che il costo di Sani.Insieme è anche detraibile dalle tasse (nella misura del 19%, ndIMC)”.
“La forza di un’Associazione è anche questa: trovare nel mercato privato quelle risposte che a livello individuale avrebbero un costo superiore – afferma Massimo Zanon, presidente Confcommercio Veneto –. Ora diventa possibile per tutti i nostri Soci e per le loro famiglie accedere a prestazioni professionalmente elevate e risposte adeguate in termini di velocità, evitando lunghe liste d’attesa, competenze legate alla scelta delle strutture e dei medici specializzati, e vicinanza a casa o alla propria sede di lavoro, in una Regione che in campo sanitario vanta eccellenze senza eguali in Italia. E poi, ci tengo a sottolinearlo, l’importanza della coesione della nostra categoria. Risposte economiche importanti come quelle che Sani.Insieme mette a disposizione in caso di non autosufficienza, inabilità ed infortunio degli Imprenditori dimostrano che la solidarietà è ancora un valore distintivo del nostro sistema associativo”.
La proposta, sottolineano RBM e Confcommercio Veneto, mira a facilitare, grazie anche alle quasi 4.000 strutture sanitarie convenzionate già convenzionate in tutte le Province del Veneto, “l’accesso alle cure da parte di chi lavora e avendo la necessità di gestire in prima persona la propria attività non può attendere i tempi delle liste di attesa che oramai sono sempre più ampi anche nella nostra Regione”.
“Le sfide demografiche, l’aumento delle cronicità, i farmaci innovativi ed i costi delle tecnologie medicali – concludono Vecchietti e Zanon – sono fattori che rischiano di impattare pesantemente sulla qualità e sulla sostenibilità delle cure del nostro sistema sanitario nazionale. Crediamo che esperienze come quella di Sani.Insieme, appena avviata, mostrino chiaramente il ruolo fondamentale che una rinnovata alleanza pubblico– privato potrebbe svolgere a favore di tutti i cittadini nel campo della sanità e, più in generale, del welfare. Auspichiamo che anche la Regione Veneto rivolga attenzione a questa nuova realtà e magari, avvii un tavolo di lavoro per valorizzarne gli effetti positivi ed i vantaggi che potrebbero essere estesi a tutta la popolazione”.
Intermedia Channel
* Fonte: GIMBE, Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale 2016-2025
** Fonte: Fondazione CENSIS, 2016