Opinione della Settimana

Banco Bpm, Covéa punta alla leadership assicurativa

Banco Bpm HiRes(di Rosario Dimito – Il Messaggero)

Il negoziato con Unipol segna il passo e Parigi si è fatta avanti. Castagna a colloquio con Cimbri e Derez. Il nodo dei valori

Banco Bpm potrebbe sciogliere la bigamia assicurativa: Unipol, partner al 50% più un’azione in Popolare Vita sulla rete di 1.813 sportelli ex Banco Popolare; Covéa, socio all’81% di Bpm Vita che ha il 100% di Bpm Assicurazioni e distribuisce i prodotti sulle 654 filiali di Bpm spa. Il nuovo gruppo ha prorogato a giugno i termini per la disdetta in Popolare Vita del contratto in scadenza a fine anno. Nel rinnovo degli accordi di bancassicurazione, i vertici di Banco Bpm vogliono coinvolgere la governance. Il presidente Carlo Fratta Pasini avrebbe proposto a UnipolSai di salire dal 2 al 5% ed eventualmente entrare nello zoccolo duro di azionisti in fase di creazione. La scorsa settimana a Milano ci sarebbe stato un colloquio tra Giuseppe Castagna e Carlo Cimbri nel corso del quale si sarebbe approfondito il negoziato per trovare un’intesa. Si sarebbe preso tempo e Castagna avrebbe constatato l’indisponibilità del timoniere di Unipol di aumentare la quota anche perchè, nel frattempo, è salita al 5% di Bper.

Ma Castagna sempre a Milano, si sarebbe incontrato con Thierry Derez, presidente e dg di Covéa che a dicembre 2016 ha rinnovato fino al 2020 la partnership con Bpm spa. Il manager transalpino avrebbe fatto sapere al banchiere napoletano la disponibilità a diventare partner assicurativo unico, approfittando della circostanza che ancora non ci sarebbe un accordo con Unipol. Derez non avrebbe risposto picche alla possibilità di entrare nel capitale di Banco Bpm. Si è accesa una competizione tra Covéa e Unipol e questo fa gioco a Banco Bpm nel negoziare condizioni favorevoli.

L’accordo con Unipol segna il passo perchè nel 2007 FonSai, confluita in Unipol, nel siglare l’accordo su Popolare Vita versò 530 milioni stabilendo l’obiettivo di produrre fino a 6 miliardi l’anno di premi: il 2015 si è chiuso con volumi per 2,2 miliardi. Lo scostamento è un dettaglio essenziale perchè il gap tra target e dati concreti dà diritto a Unipol di esercitare la put (opzioni di vendita) a Banco Bpm. C’è da definire il prezzo e in mancanza di un accordo si potrebbe dar luogo a un arbitrato. E comunque per l’istituto con sede a Milano potrebbe esserci un esborso di 500-700 milioni che andrebbe a rosicchiare l’indice patrimoniale. Ecco perchè Castagna tiene aperta la porta a Covéa che potrebbe pagare un prezzo alto pur di diventare il partner unico.

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