Opinione della Settimana

Generali, vertice sulla quota Intesa

Generali - Ingresso Imc

(di Laura Galvagni e Marigia Mangano – Il Sole 24 Ore)

Domani il comitato investimenti valuterà come smontare e modificare il prestito titoli. A Trieste si ragiona sulla strategia di difesa tra crescita organica, acquisto di asset o di una media compagnia come Royal Sun Alliance. Si rafforza la squadra degli advisor, oltre a Goldman anche Jp Morgan e Morgan Stanley

Generali approfitta di una momento di tregua per provare a serrare ulteriormente le fila. Dopo che Intesa Sanpaolo ha confermato di avere allo studio possibili combinazioni industriali con la compagnia, aggiungendo però che il dossier è ancora in una fase embrionale, il gruppo assicurativo prova ad attrezzarsi per difendere l’integrità della società. Il tentativo di affondo di Ca’ de Sass ha messo definitivamente in chiaro che per il mercato il Leone è una preda appetibile, un segnale d’allarme al quale ora Trieste deve in qualche modo rispondere. E in tempi stretti, secondo quanto trapela tra i soci storici del gruppo assicurativo. Ma come?

Il primo passo verrà discusso nel corso di un comitato investimenti e operazioni strategiche convocato per domani. In quella sede, secondo quanto ricostruito dal Sole24 Ore, si tornerà a parlare del prestito titoli sul 3% di Intesa Sanpaolo che ha impedito all’istituto guidato da Carlo Messina di avviare un’operazione di stake building sulla compagnia. L’idea è di mantenere sempre ben salda la presa sulla banca ma con altri mezzi che rendano più sicuro l’investimento, attualmente giudicato non conveniente. In sostanza, le Generali potrebbero anche decidere di chiudere il vecchio contratto e di valutare ipotesi alternative quali l’acquisto di opzioni o di altri strumenti. In ogni caso la partecipazione sarà mantenuta in portafoglio, si apprende. Della questione ne parleranno il ceo di Generali Philippe Donnet, il presidente Gabriele Galateri di Genola, e i consiglieri Francesco Gaetano Caltagirone, Lorenzo Pellicioli, Clemente Rebecchini e Paola Sapienza oltre al cfo, Luigi Lubelli, il cro Sandro Panizza e il cio Timothy Ryan. Secondo alcune fonti, durante la riunione potrebbe essere affrontata anche un’altra questione. Come è noto Generali ha già scelto il proprio advisor, si tratta di Goldman Sachs, tanto che la banca è già al lavoro da circa una settimana sul dossier Generali-Intesa. Tuttavia, la fase è talmente delicata che la compagnia potrebbe decidere di affidare anche un secondo mandato, e in quest’ottica potrebbero rientrare in pista Morgan Stanley e Jp Morgan. L’idea sarebbe evidentemente quella di allargare il pool di consulenti per poter gestire al meglio il momento. Tanto più se come detto prima si vuol provare a spegnere il campanello d’allarme che ha messo chiaramente in evidenza come le Generali possano essere oggetto di scalata. Un segnale forte che avrebbe portato alcuni soci del gruppo assicurativo a chiedere lumi sulla strategia difensiva che si intende seguire, dalle scelte manageriali fino a quelle industriali.

L’intenzione potrebbe essere quella di provare ad accelerare l’esecuzione del piano. Progetto che prevede un consolidamento nelle aree chiave e una crescita disciplinata nelle zone rilevanti. Aumentare la taglia del Leone, perfino mettendo sul tavolo operazioni sul capitale finora mai prese in considerazione, può rivelarsi l’arma migliore per bloccare eventuali operazioni ostili. Allo stato non risulta siano stati individuati target o misure precise ma in questo potrebbero evidentemente rivelarsi utili gli advisor. Così come, cruciale, potrebbe poi essere un confronto tra management e soci (alcuni contatti sono già avvenuti nei giorni scorsi) per capire come l’attuale base azionaria, tra cui Mediobanca, Caltagirone, De Agostini e Leonardo Del Vecchio, intende supportare la spinta al business plan. E soprattutto se sia sufficiente.

Generali è una società ben capitalizzata ma un ulteriore rafforzamento patrimoniale potrebbe dare maggiore impulso? Se sì, in che misura e per crescere in quale direzione? Sono tutte domande a cui gli advisor cercheranno di rispondere cercando di aver presente, peraltro, quali potrebbero essere le linee espansive della compagnia: crescita organica, acquisto di asset nei paesi chiave o di una media compagnia che apra anche a nuovi mercati come potrebbe essere Royal Sun Alliance, complementare sia sul piano del business sia sul fronte della presenza geografica? Temi, evidentemente, che domani finiranno sul tavolo del comitato investimenti.

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