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Alfabetizzazione finanziaria nell’era digitale, c’è ancora molta strada da fare

Educazione finanziaria (5) Imc

Il Gruppo Allianz presenta uno studio internazionale sull’alfabetizzazione finanziaria nell’era digitale. Secondo l’indagine – condotta in dieci paesi europei: Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera e Regno Unito – gli italiani si dimostrano ancora deboli nelle competenze, ma davanti ai francesi e ai portoghesi

Secondo quanto emerge da un’indagine* svolta dal Gruppo Allianz in dieci paesi europei (fra cui l’Italia), quasi un decennio dopo che la crisi globale ha evidenziato l’importanza dell’alfabetizzazione finanziaria, gli europei dimostrano contenuti miglioramenti nelle loro conoscenze e capacità di prendere decisioni finanziarie consapevoli.

Austria, Germania e Svizzera sono in cima alla classifica dell’alfabetizzazione su finanza e rischio finanziario, mentre Francia, Portogallo e Italia sono i tre peggiori, secondo il rapporto When Will the Penny Drop: Money, financial literacy and risk in the digital age, presentato lo scorso 27 gennaio a Francoforte.

L’indagine – la prima di questo genere svolta dal gruppo assicurativo tedesco – mostra come l’alfabetizzazione su finanza e rischio migliori la capacità degli individui di prendere decisioni finanziarie corrette, in aggiunta e al di là degli effetti dell’istruzione ricevuta. “Mentre sembra ovvio – scrivono i curatori dell’indagine – che le persone con una maggiore comprensione dei concetti finanziari siano in grado di prendere decisioni migliori su risparmio, investimenti e prodotti finanziari, questo concetto non è mai stato provato prima d’ora”. I risultati mostrano che persone con una buona conoscenza dei concetti finanziari e di rischio hanno il doppio delle probabilità di prendere decisioni finanziarie migliori rispetto a quelle senza tali basi.

“Pochi studi forniscono un confronto fra la cultura finanziaria nei vari paesi europei – ha affermato Annamaria Lusardi, direttore accademico del Global Financial Literacy Excellence Center presso la George Washington University. Sono lieta di aver preso parte ad una indagine che non solo include una misurazione della alfabetizzazione finanziaria, compresa la conoscenza del rischio e dei concetti legati al rischio, ma anche collega l’alfabetizzazione finanziaria al processo decisionale”.

Secondo lo studio di Allianz, l’Italia è terz’ultima in alfabetizzazione finanziaria sui dieci paesi europei considerati, superando nella comprensione di questi temi il Portogallo e la Francia. Un po’ meglio dell’Italia fanno invece la Spagna e il Regno Unito. Nel nostro Paese solo il 40% degli intervistati ha dimostrato una conoscenza di base dei concetti finanziari, percentuale che scende al 15% per i temi di rischio finanziario, dati che si confrontano con l’Austria – in cima alla classifica, rispettivamente al 67% e al 19% – e con la Germania, seconda (al 63% e al 19%).

L’alfabetizzazione sul rischio finanziario è molto carente

L’indagine rivela inoltre che, nonostante l’attenzione dedicata ai temi finanziari a seguito della crisi, gli europei hanno preoccupanti bassi livelli di alfabetizzazione sui temi di finanza e di rischio. E le percentuali di risposte corrette risultano molto vicine ai risultati degli studi condotti un decennio fa.

In tutti i paesi, i concetti relativi al rischio risultano i più difficili da afferrare. In media, meno del 50% degli intervistati ha risposto a queste domande in modo corretto, anche se sono emerse molte differenze fra le varie nazioni. Meno compreso il concetto di diversificazione del rischio, sebbene molti abbiano familiarità con il detto: “Non mettere tutte le uova nello stesso paniere”. Solo il 28% degli intervistati, in tutti i paesi europei considerati, ha saputo identificare il prodotto finanziario più adatto in uno scenario reale di risparmio, basandosi sulla diversificazione del rischio.

“Nel contesto attuale di bassi tassi d’interesse, la diversificazione è particolarmente importante, come strategia normale per allocare il risparmio privato – ha commentato Ingo Mainert, Chief Investment Officer di Allianz Global Investors. La possibilità di ottenere rendimenti positivi sui propri risparmi è collegata alla capacità di investire assumendosi dei rischi e alla comprensione che, in ultima analisi, il rischio può apportare benefici in un’ottica di lungo periodo”.

Data la maggiore longevità, la possibilità che un individuo possa vivere più a lungo rispetto alla durata dei propri risparmi è stata la situazione di rischio più facilmente individuata dagli intervistati e quelli più anziani hanno risposto meglio dei più giovani. Nel complesso, le donne sono ancora in ritardo rispetto agli uomini in termini di alfabetizzazione finanziaria, in particolare per le questioni relative al rischio, mentre i Millennials (i soggetti di età inferiore ai 35 anni) hanno la più bassa alfabetizzazione su finanza e rischio, anche se secondo Allianz la situazione potrebbe chiaramente cambiare nel corso della loro vita.

“Spiace non vedere alcun miglioramento nelle conoscenze finanziarie dei giovani, dato che proprio loro ne sopporteranno le maggiori responsabilità, e dovrebbero essere i più attenti nella pianificazione finanziaria e pensionistica – ha osservato Brigitte Miksa, responsabile di Allianz International Pensions. E preoccupa anche che percepiscano come inutile la consulenza finanziaria professionale proprio quei gruppi che potrebbero trarne i maggiori benefici”.

Intermedia Channel


* Allianz ha condotto l’indagine nel novembre 2016 intervistando 1.000 persone in ciascuno dei seguenti Paesi: Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera e Regno Unito


Allianz – When Will the Penny Drop: Money, financial literacy and risk in the digital age (in inglese)

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