Opinione della Settimana

Sulla concorrenza ritardo record

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(di Marzio Bartoloni – Il Sole 24 Ore)

Il Ddl ha iniziato il suo percorso nel 2015. A fine febbraio atteso nell’Aula del Senato. Quasi certo un intervento per ritoccare gli sconti previsti sui premi Rc auto per gli automobilisti che opzionano la scatola nera

Tra fine febbraio e inizio marzo il Ddl concorrenza arriverà finalmente in aula al Senato per poi tornare alla Camera per l’approvazione definitiva che arriverà a oltre due anni dal suo varo. Un record di ritardi per questo provvedimento – che ha visto la luce a inizio 2015 come legge “annuale” sulla concorrenza da collegare alla manovra (ma altri Ddl da allora non si sono più visti) – che potrebbe portare in extremis anche qualche novità. In questi giorni ci saranno alcuni incontri (martedì è prevista una riunione dei relatori con il Governo): sul tavolo alcune limature, ma anche possibili emendamenti di peso.

Sicuramente la vicenda taxi-Uber tornerà alla ribalta, dopo le clamorose proteste di questi giorni, anche perché è lo stesso Ddl ad affrontare il nodo dei trasporti non di linea. Il testo atteso in aula a Palazzo Madama – sotto la pressione delle proteste e le minacce dei taxi dei mesi scorsi – in realtà mette in campo una soluzione dilatoria, affidando al Governo una delega per definire entro un anno dall’approvazione della legge una disciplina per questa materia così delicata. Si vedrà nei prossimi giorni se si vuole rimettere mano a questo terreno minato. Quasi sicuramente ci sarà un intervento per ritoccare gli sconti previsti sui premi Rc auto per gli automobilisti che monteranno le scatole nere: in particolare si dovrebbero chiarire meglio gli sconti per chi vive in Regioni – specie quelle del Sud – dove i premi in media sono più alti.

Ma nel Ddl concorrenza potrebbe anche comparire una norma “anti scorrerie” sulle scalate finanziarie. Il governo sembra infatti intenzionato a procedere con una nuova regolamentazione per garantire massima trasparenza sulle strategie di investimento che hanno come obiettivo aziende italiane, allineando o almeno avvicinando il nostro sistema ad altre grandi economie molto più esigenti in questo campo. Il resto del pacchetto concorrenza non dovrebbe essere toccato. Non dovrebbero rientrare, dunque, alcune liberalizzazioni già “bocciate” come le compravendite di pertinenze e le Srl semplificate senza l’intervento del notaio. Tra le notizie positive previste nel Ddl c’è anche la liberalizzazione completa del mercato dell’energia, anche se quello di maggior tutela ha guadagnato altri sei mesi con il rinvio della liberalizzazione al primo luglio 2018.

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