Opinione della Settimana

Infortuni, il datore è sempre in colpa se viene meno l’autoresponsabilità del dipendente

Cassazione - Esterno (2) Imc

(di Giampaolo Piagnerelli – Quotidiano del Diritto)

Il datore è sempre (o quasi) responsabile di quello che succede sul posto di lavoro. Il tutto a prescindere dalla sua volontà. Sembra essere questo il principio espresso dalla Cassazione con la sentenza n. 6033/2017. La Corte, infatti, ha riconosciuto la piena responsabilità del titolare di un’officina per l’uso improprio effettuato dal proprio apprendista del compressore. Quest’ultimo per accontentare le richieste di un bambino aveva provveduto a gonfiargli il pallone, che evidentemente per la troppa pressione esercitata era scoppiato causando al bambino la perdita dell’uso di un occhio. La vicenda nei gradi di merito aveva avuto diversi esiti. Il Tribunale ha riconosciuto una corresponsabilità del proprietario, apprendista e genitori. In secondo grado, invece, ai genitori non è stata riconosciuta alcuna colpa con la ripartizione di responsabilità al 50% tra datore e apprendista.

La tesi della Cassazione – La Cassazione, invece, ha ricordato che in base al principio della “occasionalità necessaria” sul datore ricade praticamente sempre la responsabilità. Si legge nella sentenza che sulla base di quanto previsto dall’articolo 2049 del codice civilela responsabilità del datore non discende dall’esecuzione delle specifiche mansioni da parte del dipendente, «essendo sufficiente che la condizione lavorativa sia occasione necessaria per la realizzazione o anche solo l’agevolazione della condotta dannosa, e che questa non consista quindi in un’attività del tutto estranea al rapporto di lavoro». Così ai fini del riconoscimento della responsabilità è sufficiente un rapporto di occasionalità necessaria, nel senso che l’incombenza disimpegnata abbia determinato una situazione tale da agevolare o rendere possibile il fatto illecito e l’evento dannoso, anche se il dipendente abbia operato oltre i limiti delle sue incombenze, purchè sempre nell’ambito dell’incarico affidatogli, così da non configurare una condotta del tutto estranea al rapporto di lavoro. E ancora per la Corte l’utilizzo di attrezzatura dell’officina meccanica da parte del suo dipendente non può non essere vigilato dal titolare dell’officina, per stornare il rischio che una persona non sufficientemente esperta possa cagionare danni a sé o ad altri con un uso improprio dei macchinari presenti sul posto di lavoro.

Perplessità rispetto a precedenti sentenze – La sentenza di legittimità non sembra convincere completamente perché se è vero che il datore ha il dovere di vigilare sull’attività condotta dal dipendente, tuttavia, non può finire per delineare l’imprenditore come un vero e proprio controllore dei lavoratori. Basti ricordare a tal proposito che è stata la stessa Corte a circoscrivere la responsabilità del datore laddove ci sia un vincolo d’inerenza diretto con la causa del danno. Come non ricordare la sentenza di legittimità n. 8883/2016 che, in tema di infortuni sul lavoro, ha considerato maggiormente la responsabilità dei lavoratori, attuando il cosiddetto principio di autoresponsabilità degli stessi ed escludendo la responsabilità del datore di lavoro che non deve rispondere dell’evento derivante da una condotta imprevedibile e colposa messa in atto da parte del lavoratore. Per concludere vale la pena considerare anche la sentenza n. 12089/2013 secondo cui il datore di lavoro non ha una responsabilità oggettiva per qualsiasi sinistro occorso al dipendente. Se, mentre è al lavoro, il dipendente subisce un infortunio a causa di un illecito commesso da terzi, senza che il datore di lavoro ne abbia alcuna colpa, quest’ultimo non è tenuto a risarcirgli il danno biologico.

L’infortunio sul lavoro viene indennizzato dall’imprenditore salvo che questi dimostri di aver adottato ogni cautela per evitare il danno oppure che la lesione si è verificata per una causa a lui non imputabile. Di conseguenza, se il danno è stato determinato dal fatto di un terzo, che costituisce un evento imprevedibile, e l’infortunato non riesce a dimostrare la colpa del datore in merito, alcun risarcimento è dovuto dall’azienda.

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