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Studio AON, in calo la soddisfazione dei lavoratori dipendenti a livello globale

Dipendenti - Soddisfazione - Engagement Imc

Secondo la survey “Global Trends on Employees Engagement”, il livello di soddisfazione scende al 63% a livello globale, influenzato dall’incertezza politica ed economica. Indicatore in calo anche in Italia (57%, -6 p.p.)

AON Hewitt, società del Gruppo AON operante nella consulenza e gestione dei programmi Health & Welfare, ha reso noti i risultati della survey Global Trends on Employees Engagement che evidenzia, per la prima volta dal 2012, un calo della soddisfazione dei lavoratori dipendenti a livello globale.

Lo studio realizzato da AON – si legge in una nota – ha coinvolto oltre cinque milioni di lavoratori in più di mille società in tutto il mondo, fornisce un’analisi della percezione dei lavoratori dipendenti e mostra come la percentuale di dipendenti soddisfatti a livello globale sia diminuita, passando dal 65% nel 2015 al 63% nel 2016. Secondo quanto emerge dallo studio, la tendenza è destinata a continuare. In dettaglio, all’interno di questo 63% troviamo un 24% del campione che afferma di essere molto soddisfatto e un 39% che si definisce moderatamente soddisfatto.

Tra le principali cause della diminuzione del livello di soddisfazione, lo studio di AON ha individuato da una parte l’ascesa di movimenti populisti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in altre aree del mondo – che sta creando incertezza all’interno delle aziende per il timore di una possibile diminuzione della libera circolazione di forza lavoro – e dall’altra i rapidi progressi della tecnologia, che minano la sicurezza dei posti di lavoro.

“Quando il livello di engagement diminuisce, si possono verificare degli effetti negativi, come un maggiore turnover dei lavoratori e un maggiore assenteismo, oltre ad una minore soddisfazione dei clienti, tutti fattori che influiscono negativamente sulle performance anche finanziarie di un’azienda – ha commentato Enrico Vanin, amministratore delegato AON Spa e AON Hewitt Risk & Consulting –. Al contrario, se i dipendenti sono soddisfatti, un’azienda ne trae beneficio sia internamente, sia per la capacità di attrarre talenti e di fidelizzare nuovi clienti. Lavorare a una strategia che migliori l’Employee Engagement rappresenta non solo un elemento fondamentale che determina il clima interno e della brand reputation, bensì anche un’opportunità da cogliere per migliorare la produttività in un’azienda”.

Secondo l’analisi di AON, migliorare l’engagement può portare diversi vantaggi. La ricerca svolta nel 2013, spiega la società, ha infatti mostrato come un aumento di cinque punti nell’engagement dei dipendenti porti ad un aumento di tre punti di crescita del fatturato per l’anno successivo.

Differenze tra le aree geografiche

Dalla survey si rilevano delle differenze in termini di engagement, anche a livello geografico, a causa delle specificità economiche, politiche e culturali delle diverse aree e dei Paesi presi in esame. L’area Asia Pacifico è quella che ha registrato il maggior calo, passando dal 65% nel 2015 al 62% nel 2016. In controtendenza l’America Latina, che ha visto crescere l’Engagement dal 72% nel 2015 al 75% nel 2016.

L’indagine mette inoltre in evidenza come, seppur non tutti i Paesi dell’America Latina abbiano registrato un incremento, l’area rimanga comunque al di sopra della media globale. Il Messico ha visto un calo di quattro punti percentuali nel 2016 (dal 79% nel 2015 al 75% nel 2016), mentre il Brasile ha ripreso otto punti (77% nel 2016) dopo la caduta dell’anno precedente. Per quanto riguarda il Venezuela, paese caratterizzato da una forte volatilità e da un’elevata incertezza a livello politico ed economico, l’engagement è sceso di 11 punti, attestandosi al 69%.

In Europa il livello di Engagement ha registrato un calo di due punti percentuali, passando dal 60% del 2015 al 58% del 2016. Anche all’interno del Vecchio continente si sono tuttavia rilevate alcune differenze, con un livello di soddisfazione più alto nell’Europa dell’Est (65%) e più basso nell’Europa occidentale (53%) e del Sud (58%). Gli intervistati hanno fornito una serie di indicatori che hanno influito sulla percezione della soddisfazione in azienda. Tra i più significativi, AON segnala il calo delle opportunità di carriera (-10%), dell’autonomia e della responsabilizzazione (-10%) nell’Europa meridionale. La voce Learning & Development nell’Europa del Sud ha registrato una flessione del 12%, mentre la capacità delle aziende di reclutare personale di talento è calata dell’11%.

L’Italia è in linea con le tendenze continentali, registrando un livello di Employee Engagement del 57%, in calo di sei punti percentuali rispetto al 2015. Il Paese europeo con il maggiore incremento del livello di soddisfazione è la Danimarca con il 67% (in crescita del 18%), seguita dalla Finlandia al 57% (con un incremento del 17%). Anche il paese con il maggiore decremento nell’indice di soddisfazione in Europa appartiene alla regione scandinava: si tratta infatti della Norvegia (54%, -11%).

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