Opinione della Settimana

Carige: «Così il fondo Apollo cercò di compromettere la nostra solidità»

Banca Carige (Foto Ansa-Luca Zennaro) Imc

(di Gilda Ferrari – Il Secolo XIX)

La Consob ha chiesto a Carige di rendere pubblici una serie di documenti relativi ad alcune decisioni, a cominciare dalle azioni di responsabilità contro i precedenti manager e contro il fondo Usa Apollo al quale sono state vendute le assicurazioni per 310 milioni di euro.

Il cda riunitosi ieri sotto la presidenza di Giuseppe Tesauro ha provveduto, pubblicando anche sul sito internet l’atto di citazione presentato da Carige, assistita dagli avvocati Andrea D’Angelo e Vincenzo Mariconda, lo scorso 20 giugno presso il Tribunale di Genova. Un documento inedito, che muove accuse durissime contro Apollo, Piero Montani e Cesare Castelbarco e che delinea un’azione di Apollo volta a indebolire la banca con l’obiettivo di entrare nell’azionariato, scalandola.

L’atto di citazione, 70 pagine, ripercorre le vicende di Carige degli ultimi anni, soffermandosi su alcuni passaggi della gestione Montani a cominciare dalla vendita delle assicurazioni ad Apollo. È l’estate 2014 quando sul cda guidato da Castelbarco-Montani arrivano le offerte di Apollo, Itas e Talanx. Dopo aver presentato una prima offerta preliminare, Itas ne presenta una vincolante che «prevedeva, da parte di Carige, la titolarità di una partecipazione non inferiore al 15% in Carige Vita Nuova a un prezzo complessivo tra i 350 e i 400 milioni». Giunge poi un’ulteriore precisazione con la quale Itas offre «400 milioni mantenendo ferma la partecipazione di Carige al 15%». Scrivono gli avvocati che l’offerta di Itas «non è stata considerata» e il cda ha deciso di avviare con Apollo un negoziato in esclusiva che si è poi concluso con la cessione a un prezzo di 310 milioni. Tale decisione fu perfezionata dal cda il 21 ottobre 2014. A fine 2015 Apollo tratta con Carige l’acquisto di Creditis, ma dopo aver offerto 101 milioni interrompe la trattativa «senza che i vertici di Carige prendessero in considerazione l’ipotesi di replicare». «Carige aveva da poco completato un’operazione di aumento di capitale da 850 milioni e presentava un indice mensile di liquidità molto alto, all’incirca di 10 mesi», scrivono gli avvocati.

In poco tempo la situazione precipita. «Nel solo mese di dicembre 2015 soggetti riferibili ad Apollo (Amissima, cioè le compagnie passate di mano, ndr) effettuarono ingenti prelevamenti dai rispettivi conti correnti (…) tali prelevamenti comportarono una differenza tra i saldi dei conti a fine dicembre rispetto al 30 novembre di circa 446 milioni di euro. L’anomalia non tardò a dispiegare i suoi effetti (….) la liquidità di Carige cominciò a calare sino a raggiungere i livelli che la Bce avrebbe presentato come preoccupanti nella draft decision del 9 febbraio 2016 (….) L’impatto dei prelevamenti del soggetti riferibili ad Apollo sulla perdita di liquidità registrata in tale periodo (931 milioni) è stimabile in una percentuale vicina al 50% (…) In quei giorni Apollo contattò i consulenti finanziari di Carige riferendo di un proprio interesse alle sofferenze della banca e a entrare nella compagine azionaria».

Nel cda del 18 febbraio 2016 interviene in collegamento telefonico da Francoforte il dg della vigilanza microprudenziale di Bce Ramon Quintana che analizza le criticità di Carige a cominciare da quella «piuttosto nuova» di carenza di liquidità, e indica come area di preoccupazione «la qualità degli attivi e gli Npl». Quintana dice che «bisogna considerare le alternative aperte, non solo soluzioni interne, ma anche altre decisioni strategiche come potenziali fusioni e acquisizioni, a questo proposito – afferma – avete sul tavolo l’offerta di Apollo».

L’atto di citazione parte dunque dalla «sorprendente» decisione di non prendere in considerazione l’offerta migliore di Itas per le assicurazioni, attribuisce a Montani e Castelbarco «responsabilità quali partecipi delle decisioni collegiali» avendo avuto «ruolo primario» e accusa Apollo di aver «dato un contributo causale primario al deterioramento della situazione di liquidità della banca» con «prelievi che nel periodo dicembre 2016-febbraio 2016 portano a un saldo negativo, rispetto a novembre 2015, pari a 2 miliardi e 132 milioni determinando la contrazione del survival period da 10 a 4 mesi».

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