Opinione della Settimana

Edoardo e il sogno di rendere “social” le assicurazioni

Axieme(di Barbara D’Amico – La nuvola del lavoro)

Sentirlo spiegare la sua start-up al pubblico è un po’ come assistere a uno show, ma quella che Edoardo Monaco porta avanti da mesi non è solo una campagna di comunicazione ma una vera e propria missione.

Trent’anni, torinese, con altri 3 soci (Luca Pomo, Matteo Gallo e Marco Pollara) sta per lanciare Axieme, progetto che si basa sul concetto di peer-to-peer insurance ovvero la condivisione del rischio a misura di community.

Un settore già esplorato all’estero e che a livello globale muove qualcosa come 2 miliardi e mezzo di dollari di investimenti in imprese capaci di rinnovare un comparto sensibile per i rapporti contrattuali ed economici. In Italia non mancano le idee innovative – da Buildo che permette di assicurare il proprio smartphone e altri gli oggetti di valore a Tresor Privè che permette di valutare oggetti da remoto – né le call per start-up del comparto. La scommessa adesso è rendere le polizze a misura di millennials.

«Lo spiego sempre agli assicuratori, quando vado a presentare l’azienda – racconta Edoardo a La Nuvola –. A volte mi guardano come se dicessi eresie ma io devo dirgli come stanno le cose: dobbiamo predisporre prodotti per categorie atipiche, come i freelance, e per tutta una fetta di soggetti che prima non venivano nemmeno presi in considerazione».

In Italia attualmente i prodotti assicurativi classici, come la polizza anti-infortunistica  o quella per la copertura danni professionali, sono studiati in base a profili basati sul vecchio mondo, quello pre-crisi e in cui ad esempio l’appartenenza a un ordine professionale forniva alle compagnie i criteri per strutturare coperture e premi.

«Con Axieme invece vogliamo rendere le assicurazioni “social” e permettere anche ai freelance e a chi non ha un ordine professionale a cui iscriversi di ottenere una polizza basata sulle proprie esigenze – continua –. Pensiamo solo ai webdesigner, a chi lavora nella comunicazione, ai fotografi».

I dati danno ragione ad Edoardo: le partite Iva autonome in Italia sono al momento più di 2 milioni ma non tutte sono assicurate. Problemi di accessibilità, di costi, ma anche di modalità con cui le compagnie oggi studiano i prodotti. Axieme entro l’inizio dell’estate lancerà al pubblico un servizio peer-to-peer insurance: una sorta di broker online che funziona come un social network. Se 10 freelance vogliono una polizza per coprire lo stesso rischio – es. danni all’attrezzatura fotografica – potranno costituire un gruppo sulla piattaforma e richiedere una copertura.

A quel punto il sistema presenterà la “community” alle compagnie in grado di studiare una polizza non solo per una singola persona ma appunto per una comunità con le stesse esigenze. «In questo modo la presenza di più persone stimola le assicurazioni a fornire gli strumenti giusti – spiega Edoardo –, ma noi abbiamo una sfida in più: abbassare i premi se chi attiva la polizza non ha incidenti, danni, insomma si comporta bene».

In Italia i prodotti assicurativi sono abbastanza standard e in genere non prevedono, ad eccezione delle polizze auto, meccanismi premianti per quegli assicurati che per anni versano la quota ma non hanno un solo incidente, non mandano in fumo la casa o semplicemente non devono – per fortuna – attivare l’assicurazione per qualche evento funesto.

«Trovo che sia giusto invece essere premiati a propria volta, per questo noi garantiamo il cash-back entro una certa percentuale sul premio versato». Come precisa Edoardo, Axieme non è una compagnia assicurativa ma un broker regolarmente iscritto all‘IVASS, l’Istituto per la vigilanza delle assicurazioni. La community potrà controllare, grazie a criteri di trasparenza, cosa accade all’interno della propria cerchia per quanto riguarda eventi, rischi, danni.

«L’impatto sui freelance può essere tangibile. Saremo in grado non solo di offrire soluzioni ma di rendere trasparente quello che accade nella community perché tutti potranno verificare in tempo reale cosa accade, se c’è stato un sinistro ecc… Stiamo chiudendo una partnership con una applicazione web per l’intermediazione dei lavori saltuari: vogliamo assicurare le persone che lavorano occasionalmente».

Molta carne al fuoco per avere appena trent’anni e una start-up da lanciare, ma Edoardo non la pensa così. «Stiamo per lanciare una polizza per cani e gatti». Sarebbe a dire? «Non è inusuale, ma dobbiamo tener conto di tante nuove esigenze e in Italia ci sono circa 14 milioni di animali da compagnia e padroni che vogliono stare tranquilli». Le idee chiare ci sono, se e quanto invece il servizio sarà “disruptive” lo dirà il tempo.

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