Opinione della Settimana

Poste Italiane, le quattro sfide di Del Fante

Matteo Del Fante Imc

(di Adriano Bonafede – Repubblica Affari & Finanza)

Rapporti con il Governo e con gli investitori, nuovo piano industriale con il rilancio della finanza e creazione di una rinnovata squadra di comando. Ma sarà importante anche il rapporto che saprà trovare con la neopresidente Maria Bianca Farina e con la Cdp

È la sfida più grande per Matteo Del Fante (nella foto), neo amministratore delegato di Poste Italiane. Intanto perché non dovrà far rimpiangere la buona gestione dell’ex ceo Francesco Caio, unanimemente riconosciuta dagli investitori. Calo è stato inoltre, di fronte al mercato, una figura di garanzia che ha accompagnato la non (a tavolino) facilissima, ma riuscita, privatizzazione del 30 per cento circa della società. Ora Del Fante dovrà dimostrare di poter fare come, e possibilmente meglio, del suo predecessore. Ed è certo nelle sue possibilità: la sua formazione prima in Jp Morgan, poi per molti anni in Cassa depositi e prestiti e infine in Terna, testimoniano che il suo track record come manager è di valore assoluto.

Però non sarà una passeggiata neppure per lui. Per diversi buoni motivi. Il primo è che Poste è un’azienda complessa, che governa ben quattro linee di business: corrispondenza e pacchi, raccolta di risparmio, in proprio e per conto della Cassa depositi e prestiti; polizze assicurative nel ramo vita e service provider del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale. Con 12.880 sportelli, Poste è l’azienda italiana con il maggior numero di dipendenti, 140 mila. Inoltre, è il terzo gestore del risparmio nel paese con 493 miliardi, di cui 323 di buoni infruttiferi e libretti per conto della Cdp. Infine, detiene circa 130 miliardi di titoli pubblici dello Stato italiano, ed è quindi il maggior sottoscrittore di queste obbligazioni. Del Fante si ritrova quindi a guidare una macchina articolata che è anche uno snodo fondamentale del sistema pubblico ma ha anche una proiezione privatistica perché quotata in Borsa e dunque deve giustificare ogni sua singola scelta di fronte alla comunità finanziaria internazionale. Caio qui è stato inflessibile, negando al governo l’acquisizione di Pioneer (troppo cara e con sinergie nulle) e accettando soltanto di mettere sul piatto qualche milione per Atlante e Alitalia. Del Fante dovrà continuare su questa strada e non sarà una passeggiata.

Il secondo motivo che rende difficile la sfida di Del Fante è che deve costruire una sua squadra e il passo più importante sarà quello di trovare un direttore finanziario di sua fiducia, visto che quello precedente, Luigi Ferraris, è stato promosso a ceo di Terna, prendendo il posto proprio di Del Fante. Il nuovo ceo, però, dovrà fare i conti con una struttura manageriale interna che si trova già lì e che può giocare la sua partita: in particolare, sono importanti le figure di Pasquale Marchese, vice direttore generale a capo della rete degli uffici postali e Paolo Bruschi, vice direttore generale a capo delle risorse umane. Entrambi sono stati nominati dall’ex ad Caio l’estate scorsa e dunque non dovrebbero muoversi da lì. Ma ci sono anche Marco Siracusano, a capo del Bancoposta, e Massimo Rosini, che guida il settore recapiti e pacchi.

Ancora più rilevante il rapporto che Del Fante dovrà trovare con Maria Bianca Farina, ex ad di Poste Vita: a lei è stato attribuito il merito di aver posto le basi per una performance eccezionale di questa compagnia, divenuta di fatto la terza del mercato con 19,9 miliardi di raccolta premi. Farina adesso è stata promossa al piano di sopra, ed è divenuta presidente di Poste. Avrà ancora delle deleghe operative? Intanto si è scoperta la casella di ad di Poste Vita, che Del Fante dovrà coprire con un manager di sua fiducia. Ma Farina, che è anche presidente dell’Ania e soprattuto ha maturato una lunghissima esperienza di successo nel settore assicurativo, sarà anche senza volerlo un “cane da guardia” permanente sulle politiche assicurative.

Al di là del complesso rapporto con il governo, con gli investitori e con la struttura manageriale interna, tutti temi che rappresenterebbero una continua sfida per qualunque amministratore delegato di un’azienda come le Poste, per Del Fante sarà di vitale importanza stabilire un piano industriale credibile, che possibilmente risolva alcuni nodi che l’ex ad Caio ha lasciato un po’ da parte. Fondamentale, ad esempio, sarà lo sviluppo della divisione postale, in particolare la sezione pacchi: «Questo – dice un analista finanziario – può diventare un motore di crescita ma attenzione ai rischi: il principale accordo di Poste in Italia è con Amazon e si è visto che in altri paesi, ad esempio in Germania, la società guidata da Jeff Bezos ha cominciato a far da sé le consegne».

Tutti gli osservatori guardano però soprattutto al possibile sviluppo di Poste nel campo della finanza, dove peraltro Del Fante ha maturato le sue principali competenze, al contrario di Caio, che ha un approccio più industriale. «La scommessa – dice un altro analista – è di vendere ad una parte almeno della clientela polizze vita più evolute, come quelle che adesso confezionano le compagnie, ovvero dei prodotti “ibridi” dove c’è posto anche per le unit linked» (contratti collegati all’andamento di fondi d’investimenti sottostanti, ndr). Questo sviluppo ha però due limiti:

1) i clienti delle Poste sono perlopiù persone con una scarsa formazione finanziaria e poco inclini a prendere rischi);

2) una crescita nel settore assicurativo non può awenire a scapito dei buoni postali, perché nel contratto con il Tesoro c’è una norma che obbliga Poste ad avere flussi positivi verso Cdp.

Ci sarà infine da perfezionare il contratto già firmato per far salire Poste al 25% nella società del risparmio gestito Anima. Nessun analista pensa, al momento, che Del Fante vorrà cambiare qualcosa ma è probabile che l’operazione slitti di qualche mese per dare il tempo al nuovo ad di mettere a punto il suo piano industriale.

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.