Opinione della Settimana

Borsa, il tesoretto dei Pir vale oltre 1,25 miliardi

Borsa Italiana - Ingresso (Foto di Giovanni Dall'Orto) Imc

(di Fausta Chiesa – Corriere della Sera)

Il governo: 18 miliardi in 5 anni. Con le risorse dei Pir, l’Aim potrebbe superare il suo tallone di Achille principale e cioè la scarsa liquidità. La stima Ir Top

Un valore aggiunto da 1,25 miliardi nei prossimi cinque anni. É quanto dovrebbero portare all’Aim Italia i cosiddetti «Pir», cioè i piani individuali di risparmio, introdotti dall’ultima legge di bilancio che godono di una detassazione completa della plusvalenza.

Il «tesoretto» è stato calcolato dallo studio «Pir: stima dell’impatto su Aim Italia», realizzato dalla società di consulenza Ir Top e presentato ieri durante l’Aim Investor Day organizzato in Borsa Italiana. A dare una spinta al mercato alternativo dei capitali di Piazza Affari, dove si quotano le aziende piccole con una procedura più snella, sono state le regole relative alla composizione del portafoglio, le quali prevedono che almeno il 21% del valore complessivo degli investimenti del Pir sia in strumenti finanziari emessi da società con stabile organizzazione in Italia diverse da quelle rilevanti ai fini del Ftse Mib o di altri indici equivalenti.

«Il governo — dice Anna Lambiase, fondatore e amministratore delegato di Ir Top — stima un afflusso di risorse finanziarie provenienti dai Pir pari a 18 miliardi in 5 anni. Nell’attuale scenario di tassi bassi, è possibile ipotizzare che due terzi delle risorse confluiscano nell’azionario, cioè 12 miliardi in 5 anni. Ipotizzando uno scenario conservativo nel quale il 30% delle risorse dell’azionario sia investito su titoli non appartenenti all’indice Ftse Mib, si stima un apporto di capitali sulle Mid e small cap di 3,6 miliardi in 5 anni, di cui 1,25 miliardi su Aim Italia».

Secondo Lambiase, la stima è conservativa e potrebbe essere superata, «considerata l’esperienza dei Paesi esteri dove questo tipo di agevolazione fiscale è già stata introdotta». Con questi afflussi, l’Aim potrebbe superare quello che è il suo tallone di Achille principale e cioè la scarsa liquidità. «Il che — dice Lambiase — favorirà anche l’ingresso di nuove tipologie di investitori, anche esteri».

I Pir hanno già prodotto i primi effetti: nel primo trimestre 2017, a seguito dell’introduzione dei Piani Individuali di Risparmio il Ftse Aim Italia ha segnato una crescita a doppia cifra con +11%. Inoltre, il 71% delle Società Aim ha registrato una performance positiva pari in media al +28% da inizio anno.

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