Opinione della Settimana

Assicurazioni, senza Iva le commissioni di delega

Sentenza (6) Imc

(di Benito Fuoco – ItaliaOggi Sette)

Le commissioni di delega, attraverso cui le imprese assicuratrici regolano i propri contratti di coassicurazione, sono esenti da Iva. Dunque, quando due o più società di assicurazione stipulano un contratto di coassicurazione, mediante il quale l’impresa titolare del rapporto con l’assicurato ripartisce il rischio con altre imprese operanti nello stesso settore, a tale prestazione deve riconoscersi lo stesso regime fiscale di esenzione Iva, previsto dall’articolo 10, comma 1 e 2 del dpr 633/1972. È il principio che si legge nella sentenza n. 903/3/2017 della Ctp di Milano. La diatriba nasce dal diverso inquadramento tributario che l’Agenzia delle entrate attribuisce alle commissioni di delega, nell’ambito dei contratti di coassicurazione. A parere delle Entrate, infatti, tali prestazioni non rientrano nel campo di esenzione dell’Iva, poiché si considerano prestazioni di servizi tra due soggetti, mandante e mandatario, diverse e autonome rispetto al rapporto di assicurazione stipulato col cliente finale dall’impresa di assicurazione.

Accedendo a tale impostazione, la ripartizione dei rischi tra più imprese assicurative e il relativo corrispettivo dovrebbero essere assoggettate a Iva.

La Ctp di Milano, confermando quanto stabilito dalla Cassazione nella sentenza n. 22429/2016, che, per la prima volta, si è espressa sul punto controverso, ha stabilito l’assoggettabilità al tributo solo se sia dimostrata che la assicurazione abbia implicato attività estranee all’assicurazione e che l’Iva sia applicabile a tali attività.

La prestazione di coassicurazione, e la relativa commissione di delega, si deve inquadrare a tutti gli effetti come una prestazione accessoria alla prestazione principale (dunque, quella assicurativa), ereditando da quest’ultima il regime tributario. La prestazione, spiega la Ctr, va considerata accessoria quando non costituisce, per la clientela, un fine a se stante, bensì il mezzo per fornire nelle migliori condizioni il servizio principale offerto dal prestatore. Quindi, le prestazioni rese dall’impresa coassicuratrice, una volta appurato che non siano «attività diverse dall’assicurazione» vanno inquadrate come tali e i compensi non sono assoggettabili a Iva.

Per tutte queste ragioni, il ricorso della società di Assicurazione è stato accolto, con condanna a carico dell’amministrazione al pagamento di mille euro di spese di giudizio.

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.