Opinione della Settimana

Fondi, polizze vita e obbligazioni: La rivoluzione della trasparenza

Settore assicurativo - Investimenti Imc

(di Sandra Riccio – La Stampa Tuttosoldi)

In arrivo la Mifid2, la direttiva che obbliga la pubblicazione dei costi degli investimenti

Per famiglie e risparmiatori sta per partire una piccola rivoluzione in banca. Dopo diversi rinvii, il prossimo gennaio entrerà in vigore la Mifid2, la nuova direttiva europea che ha l’obiettivo di portare più trasparenza sui costi di strumenti di investimento come, per esempio, i fondi, le polizze vita, i piani di accumulo, le obbligazioni o la compravendita di azioni e di Btp. Avremo finalmente un vero e proprio «listino prezzi» di tutto quello che paghiamo per investire i nostri soldi.

La novità in arrivo porterà, molto probabilmente, una riduzione delle spese per chi investe. Il conto finale però potrebbe finire sul groppone di tutti i correntisti. E’ il rischio che qualcuno già intravede all’orizzonte: «Se gli istituti tolgono redditività da una parte, la dovranno aumentare da un’altra – afferma Mario Ambrosi, Presidente Efpa Italia, l’organismo professionale preposto alla definizione di standard e alla certificazione per i consulenti finanziari –. Paradossalmente la trasparenza introdotta sugli investimenti farà si che il cliente dovrà stare più attento sulle spese per altri servizi perché gli intermediari saranno impegnati a una revisione generale dei costi». Da tenere sott’occhio saranno soprattutto i prezzi di servizi utilizzati tutti i giorni, come i prelievi al bancomat o i bonifici.

Intanto tra banche e reti di promotori c’è già chi si sta organizzando in vista della Mifid2. Magari proponendo ai risparmiatori la sottoscrizione di contratti di consulenza indipendente che sono previsti dalla norma. Il risultato però è, più che altro, quello di mettere in allarme le famiglie che si trovano con documenti da firmare su cui ancora non hanno ancora cognizione.

Certo è che con la Mifid2, per la prima volta, molti investitori avranno la piena consapevolezza di quel che gli costa investire. Qualcuno farà un salto sulla sedia nel leggere le somme sborsate. Non si tratta, infatti, di cifre piccole. Molti di questi numeri però, sono sempre rimasti bene nascosti. Con la nuova normativa, invece, questi costi dovranno essere conteggiati nel dettaglio, a parte, ed espressi bene in euro (e non più in percentuale). Il risparmiatore riceverà la rendicontazione a fine anno. In pratica, come per l’acquistare di qualsiasi altro servizio, alla fine del rapporto arriverà un conto con il calcolo, punto per punto, della somma da pagare o già versata. Chi investe potrà guardarsi il «listino prezzi» e decidere liberamente di andare da un’altra parte.

Per fare un esempio pratico, oggi chi va in banca e sottoscrive un fondo d’investimento riceve soltanto il dettaglio di quella che è la commissione di ingresso. Si tratta di una cornmissione che va pagata per poter entrare a investire in quel dato fondo (può arrivare anche al 4% del capitale investito). Questo però non è l’unico costo previsto per questo tipo di prodotti. Ce ne sono vari altri tra cui la commissione di gestione. Può arrivare anche al 2% annuo sul capitale investito. Questa commissione oggi è si scritta (in percentuale) nel prospetto informativo del fondo ma difficilmente chi investe va a cercarsela, tra le 100-150 pagine di informazioni. Inoltre, viene prelevata direttamente dal valore delle quote del fondo. E’ quindi difficile che il risparmiatore ne abbia davvero percezione. Non la vede calcolata e scritta e quindi è come non ci fosse. Nel caso di un investimento da 100mila euro in un fondo comune, questa commissione di gestione viene trattenuta direttamente dal valore della quota del fondo. Viene quindi inglobata in questo prezzo. A fine anno il risparmiatore si troverà con il fondo che, per esempio, gli ha reso il 3% ma da questa performance è stata tolta la commissione del 2% e quindi in realtà il fondo era salito del 5%. Il risparmiatore sarà portato a pensare che il fondo aveva reso il 3% e non avrà consapevolezza della spesa pagata. Con la Mifid2 questo dato verrà scorporato e presentato per iscritto a parte.

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.