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Generali, utili contrastati nel primo trimestre 2017

Generali - Ingresso Imc

Risultato operativo in crescita del 4,2% a oltre 1,2 miliardi di Euro (in linea con le attese degli analisti) e utile netto in calo del 9% a 535 milioni (inferiore alle stime degli analisti, posizionati poco sotto i 600 milioni) per il gruppo assicurativo del Leone. In diminuzione anche la raccolta premi complessiva (-2,5% a 19,2 miliardi): cresce il comparto Danni (+1,9%) e prosegue l’approccio disciplinato di Gruppo nel Vita (-4,6%), che mostra un margine dell nuova produzione in netta crescita al 37,8%. Nonostante i maggiori sinistri catastrofali, il combined ratio peggiora di solo 1,1 p.p. a 93,1%. Operating RoE annualizzato in miglioramento a 13,6% (+0,1 p.p.), in linea con il target. La posizione di capitale si mantiene solida, con il Regulatory Solvency Ratio a 178% e l’Economic Solvency Ratio a 195%

Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali ha approvato le informazioni finanziarie intermedie al 31 marzo 2017.

Il Gruppo chiude i primi tre mesi dell’anno con premi complessivi in calo del 2,5% ad oltre 19,2 miliardi di Euro. Nel segmento Vita (-4,6%) è proseguita la politica di sottoscrizione maggiormente selettiva nei prodotti risparmio – la cui emissione è in calo (-18,6%), soprattutto in Italia, Germania e Francia – e di ribilanciamento verso prodotti che presentano migliori caratteristiche in termini di ritorno rispetto al rischio, come le polizze puro rischio e malattia (+9,3%) ed i prodotti unit linked (+26,2%), con significative crescite in tutti paesi di operatività del Gruppo, in particolare in Italia. La raccolta netta supera i 3,4 miliardi di Euro, con un calo del 24,1% che riflette l’indicata esecuzione degli obiettivi strategici.

La nuova produzione in termini di APE (Annual Premium Equivalent, la base premi utilizzata nel calcolo del valore della nuova produzione Vita) si attesta a 1,225 miliardi di Euro, in leggera riduzione (-2,2%) rispetto al primo trimestre 2016. Il valore della nuova produzione aumenta del 33,3% e si attesta a 463 milioni. Le citate azioni del Gruppo mirate alla selettività nella sottoscrizione e ribilanciamento dell’offerta hanno inoltre determinato un notevole miglioramento della marginalità (+10 p.p. a 37,8%).

Nel comparto Danni si osserva invece una crescita dell’1,9%, grazie al positivo andamento di entrambi i settori di attività. L’Auto registra un +3,5%, riflettendo la crescita in Germania (+3,4%), nei paesi dell’Europa Centro-orientale (+8,6%) e Americas (+38%), che compensano ampiamente il perdurante calo osservato in Italia (-5,3%), dove prosegue la contrazione del premio medio; il Non Auto (+1,3%) vede in aumento i principali paesi di operatività del Gruppo, ad eccezione del nostro Paese (-5,2%) a seguito del posticipo del rinnovo di alcuni contratti corporate nel secondo trimestre dell’anno.

Per quanto riguarda la performance economica, il risultato operativo aumenta a 1,21 milliardi di Euro (+4,2%, in linea con le attese degli analisti), spinto dalla performance tecnica Vita e dal segmento Holding e altre attività. Nel Vita, in particolare, si osserva il miglioramento della redditività tecnica e la contrazione delle spese, mentre rallenta il risultato degli investimenti a seguito dei minori profitti di realizzo e del perdurare del basso livello dei tassi di interesse. La flessione del risultato operativo Danni è invece determinata principalmente dalla contrazione del risultato tecnico, che riflette l’impatto di 55 milioni di Euro di sinistri catastrofali, assenti lo scorso anno. Il combined ratio si mantiene tuttavia a livelli più che soddisfacenti (93,1%, +1,1 p.p.), “grazie alla sostanziale stabilità della sinistralità corrente non catastrofale e del risultato delle generazioni precedenti”. Il risultato operativo del segmento Holding e altre attività, come anticipato, è in attivo grazie principalmente al comparto Finanziario – che registra la performance positiva di Banca Generali – e al contenimento dei Costi operativi di holding (-2,6%).

L’utile netto di Gruppo registra invece una diminuzione del 9% a 535 milioni di Euro (inferiore alle stime degli analisti, posizionati poco sotto i 600 milioni) e riflette, in primo luogo, la contrazione del risultato non operativo, caratterizzato da minori profitti di realizzo per circa 100 milioni, in particolare sul segmento obbligazionario e immobiliare, “coerentemente con la strategia del Gruppo di preservare la redditività futura degli investimenti”. Il risultato non operativo degli investimenti comprende inoltre svalutazioni per circa 42 milioni effettuate nel trimestre e riferite ad Alitalia. Pesa inoltre il maggior impatto della fiscalità, che passa dal 28,5% al 30,7%; il primo trimestre dello scorso anno aveva beneficiato dell’effetto positivo su imposte per gli esercizi precedenti.

Il patrimonio netto di Gruppo si attesta a 24,3 miliardi di Euro, con un calo dello 0,9% che riflette prevalentemente la contrazione della riserva di utili su attività finanziarie disponibili per la vendita.

Il Regulatory Solvency Ratio – che rappresenta la visione regolamentare del capitale del Gruppo e si basa sull’utilizzo del modello interno unicamente per le compagnie che hanno ottenuto la relativa approvazione da parte dell’IVASS (e sulla Standard Formula per le altre compagnie) – è risultato pari a 178% (+1 p.p). Stessa dinamica per l’Economic Solvency Ratio, che rappresenta la visione economica del capitale ed è calcolato applicando il modello interno all’intero perimetro del Gruppo, e si è posizionato al 195% (+1 p.p.).

“I risultati del primo trimestre – ha commentato il direttore finanziario di Gruppo, Luigi Lubelliconfermano le ottime performance in termini di redditività e solidità patrimoniale del Gruppo. In un quadro di persistente volatilità dei mercati finanziari e di bassi tassi di interesse, e in presenza di eventi catastrofali assenti lo scorso anno, le Generali hanno continuato a portare avanti una gestione disciplinata ed efficace del proprio core business, con ulteriore generazione di valore che si riflette in ottimi risultati e performance tecniche tra le migliori del settore, con un operating ROE al 13,6%, nuovamente in linea con il target. A conferma dell’efficace gestione del business coerentemente con gli obiettivi strategici, aumenta il risultato operativo grazie al solido andamento del Danni ed al miglioramento dei segmenti Vita e Finanziario. Il margine sulla nuova produzione (NBM) ha continuato a crescere fino al 37,8% e il combined ratio si mantiene a eccellenti livelli nonostante il maggior peso delle catastrofi naturali. L’andamento dell’emissione e della raccolta netta del segmento Vita riflette l’esecuzione disciplinata di una politica di sottoscrizione maggiormente selettiva nel segmento risparmio e di ribilanciamento verso prodotti che presentano migliori caratteristiche in termini di ritorno rispetto al rischio. Aumenta invece la raccolta nel segmento Danni grazie al buon andamento sia dell’Auto sia del Non Auto”.

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