Opinione della Settimana

ITAS, Di Benedetto: «Il futuro è di Molinari»

ITAS - Nuova sede Imc(di Andrea Rossi Tonon – Corriere del Trentino)

Il presidente di Itas investe dell’incarico di futuro dg il manager appena nominato accanto a Raffaele Agrusti. Una mano tesa ai delegati trentini che nel frattempo preparano la contromossa dopo l’amarezza per l’esito del cda. Una parte di loro sarebbe pronta a sottoscrivere la convocazione per un’assemblea straordinaria mentre altri credono non rappresenterebbe la via migliore per manifestare il dissenso

«Alessandro Molinari crescerà in tutte le competenze e fra due, tre, quattro anni, quando sarà pronto, Itas avrà a portata di mano la nuova direzione generale». All’indomani della nomina di Raffaele Agrusti, Giovanni Di Benedetto individua già il suo successore. Il presidente di Itas (nella foto, la sede) ha spiegato ieri ai microfoni della Rai che l’incarico di vicedirettore affidato martedì a Molinari non è altro che l’anticamera per il passo successivo. In questo periodo il manager 47enne lavorerà dunque accanto ad Agrusti, il cui mandato triennale è «tacitamente rinnovabile», come spiega lo stesso presidente.

Una mossa che arriva proprio mentre cresce il fermento tra i delegati trentini. La nomina di Molinari quale vicedirettore non solo non è stata colta da molti come un’apertura di Di Benedetto, ma anzi c’è chi dice di sentirsi «preso in giro». Per tale ragione starebbero andando alla conta per capire quanti sarebbero disposti a firmare la richiesta di convocazione di un’assemblea straordinaria. I numeri per arrivare a tanto non dovrebbero mancare: stando allo Statuto bastano venti firme e a sottoscrivere la prima lettera inviata al board la settimana scorsa sono stati quasi ottanta delegati. I più determinati si dicono «pronti a firmare anche subito», altri invece nutrono dubbi che questa possa essere la via migliore per manifestare il proprio dissenso, ritenendo che il risultato non potrebbe mai essere la sfiducia al cda dato il consenso ottenuto nel corso dell’assemblea svoltasi lo scorso 27 aprile.

A preoccupare i delegati sono due questioni. La prima è legata alla ricostituzione del buon nome di Itas in seguito alla bufera giudiziaria. Per superare il momento difficile, secondo i firmatari della lettera inviata al board, si sarebbe dovuto individuare un nuovo direttore generale che, oltre a essere dotato di adeguate capacità manageriali, non fosse mai stato toccato da provvedimenti legali o sanzionatori, anche se poi risolti. L’altra richiesta espressa era quella di sostenere una figura interna, in grado di rappresentare la «trentinità».

La doppia nomina di martedì è ritenuta dall’azienda la risposta più adeguata a tali istanze: da un lato vi è l’affidamento della direzione a un manager che secondo Di Benedetto «se non è il numero uno, è sicuramente uno dei maggiori esperti italiani del mercato assicurativo» nonché «quello che serve a questa compagnia per meglio ristrutturare la governance del management a vari livelli». Ad Agrusti però i delegati contestano di essere stato defenestrato da Generali nel 2013 quando l’ex ad Mario Greco avviò un’azione di responsabilità nei suoi confronti e di altri manager, a cui seguì un’inchiesta penale anche se le accuse vennero poi archiviate. Dall’altro vi è la scelta di Molinari, conoscitore di Itas e trentino doc, che avrebbe dovuto rappresentare la mediazione tra la volontà dei vertici e la posizione dei delegati per chiudere il prima possibile la partita, ma per questi ultimi non sarebbe abbastanza. Ora bisognerà vedere se la sua investitura ufficiale da parte del presidente sarà sufficiente a placare gli animi.

Di Benedetto getta acqua sul fuoco anche in relazione alle ipotesi di cambio sede di Itas. «Nessuno lo ha mai nemmeno pensato» spiega, aggiungendo poi che «è nata a Trento, vive a Trento e vivrà per sempre a Trento» e quindi una simile ipotesi «è da considerarsi del tutto priva di fondamento».

Ieri è stato anche il giorno delle prime dichiarazioni di Agrusti nelle vesti di nuovo direttore generale. «Sono onorato della nomina: Itas rappresenta un unicum nel panorama assicurativo italiano» afferma il manager, spiegando poi che «pur essendo una realtà privata», Itas «agisce e opera per le comunità e nelle comunità e nell’esclusivo interesse dei soci assicurati, facendosi portatrice di grandi valori mutualistici e di solidarietà». «Avendo già operato nel settore assicurativo per oltre trent’anni — prosegue Agrusti — ho avuto modo di apprezzare l’importanza di questa differenza e sono ora orgoglioso ed emozionato di poter contribuire alla crescita di questa grande realtà nel percorso che la sta portando ad affermarsi tra le principali compagnie del mercato assicurativo nazionale, come vero orgoglio dell’intera trentinità».

Il nuovo direttore generale percepirà un compenso di 500.000 euro l’anno, esattamente lo stesso stipendio del suo predecessore Ermanno Grassi, alle cui dimissioni è seguito, come ricorda il presidente, «il provvedimento di licenziamento per giusta causa seguendo l’iter previsto dalle norme sul lavoro» e quindi dal giorno di emissione dell’ordinanza interdittiva l’ex direttore generale non percepisce più alcun compenso dalla mutua. Nessuna dichiarazione invece su tutto ciò che è ancora oggetto di indagine da parte della Procura.

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